Era…, già lo ricordate era “la gommata” quel moto di rivolta per l’indipendenza setina che si manifestò per scritte sui muri, che rimase silente, ma una volta agì spudoratamente. Mi pare fosse il 1958 il mondo aveva ancora le ferite dei fatti d’Ungheria ed era fredda la guerra. Fu allora che i “gommisti” agirono.
A Sezze c’era il commissariato di Polizia, in via Marconi già Felice Cavallotti, accanto il bar di Gemì e i “servitori dello stato” frequentavo più il secondo che il primo. Bisognava dare un segnale, nottetempo avvenne l’azione, rapida fulminea, militarmente perfetta e simbolica con lo stile setino che è incruentemente ironico.
In seguito i ragazzi del sessantotto, quelli del maggio francese, lo internazionalizzarono il principio, ne “una risata vi seppellirà”. I gommisti tolsero la scritta commissariato dalla sua sede e la misero al posto dell’insegna del bar e l’insegna del bar finì sulla porta della polizia. Il simbolismo? Allo stato repressivo si voleva sostituire lo “stato bar”, lo stato ludico con Gemì presidente (o forse no). Sicuramente c’era l’idea di fare delle felicità la cura ad una povertà troppo lunga e Las Vegas nata solo un secolo prima era un modello. Del resto anche lì la felicità era passata per il rigore dei mormoni, come a Sezze per le strette gesuitiche.
La mattina, dopo, si accorsero del misfatto e iniziò la repressione, i poliziotti cercarono ragioni e colpevoli, ma il segnale era evidente, esisteva una idea di una indipendenza nuova, al grigiore dei tempi inevitabili si contrappose l’utopia di una felicità possibile. La gommata da quel momento da fantasma si tradusse in prassi rivoluzionaria, ma?
L’Ungheria aveva segnato il tempo gli americani volevano segnalare la loro superiorità tecnologica, militare e politica annunciando il primo passaggio sottomarino del Polo nord con il Nautilus SSN-571.





