venerdì 27 Maggio 2022

Phmetri: cosa sono, come funzionano e a cosa servono

L’universo degli strumenti di misura è molto ampio: ne fanno parte anche i phmetri, spesso chiamati anche piaccametri, dei particolari apparecchi che hanno la funzione di misurare il pH di una sostanza allo stato liquido. Sono disponibili anche strumenti specifici o accessori per effettuare la misurazione dell’acidità o dell’alcalinità di materiali semi solidi o solidi. Inventato negli anni ’30, il pHmetro è riuscito rapidamente ad affermarsi come un dispositivo importantissimo in diversi campi.

La struttura di questi strumenti è composta da un elettrodo/sonda e da un’unità elettronica che ha il compito di raccogliere i dati raccolti dalla sonda e tradurli in valori numerici che vengono mostrati sul display. Sul mercato è possibile trovare dispositivi con diverse caratteristiche e diverse forme: si va dagli apparecchi più economici e pratici, spesso simili a delle grosse penne, ai modelli professionali, più complessi e performanti e ricchi di funzioni.

Come scegliere il pHmetro più adatto

Vista l’ampia possibilità di scelta, per individuare il pHmetro più adatto alle proprie necessità è necessario sapere dove comprarlo e conoscerne caratteristiche e funzionamento. A questo proposito, è bene affidarsi a portali specializzati come, ad esempio, RS Components. Infatti, i migliori modelli di pHmetro puoi trovarli qui, dove potrai acquistare quello più adatto alle tue esigenze dopo averne confrontato le singole caratteristiche. principali marchi presenti sul mercato. Nel suo catalogo, all’interno della sezione dedicata agli strumenti di misura, si può trovare un’ampia gamma di pHmetri.

Per individuare il modello che meglio si adatta alle proprie esigenze, l’utente non deve fare altro che utilizzare i filtri di ricerca per indicare le caratteristiche desiderate. I vari dispositivi possono essere selezionati in base al marchio, al pH minimo e massimo, alla temperatura minima e massima, alla conduttività, al potenziale di riduzione di ossidazione, alla precisione ed alla risoluzione. Naturalmente per ogni articolo è disponibile una scheda tecnica con tutti i dettagli.

A cosa servono i pHmetri e possibili applicazioni

È già stato detto che il pHmetro è lo strumento che si utilizza per misurare il pH di una sostanza. Ma cosa significa? Il pH è una scala di misura che si utilizza per indicare il carattere acido o basico di una soluzione. Un pH pari a 7 indica una soluzione neutra; quando il pH è inferiore a 7 la soluzione è acida (e diventa sempre più acida man mano che ci si avvicina allo 0), mentre quando il pH è superiore a 7 la soluzione è basica o alcalina (la basicità massima è pari a 14, livello più alto della scala).

La misurazione dell’acidità è fondamentale in variati ambiti: per questo motivo sono stati progettati dei piaccametri specifici per la varie possibili applicazioni. Al di là degli strumenti utilizzati per analizzare l’acqua, ci sono quelli pensati per l’utilizzo a livello industriale, quelli pensati per le misurazioni nei vini, mosti e birre, quelli per la rilevazione delle caratteristiche del terreno, quelli utilizzabili in campo cosmetico, medico ed estetico, quelli pensati per gli alimenti e quelli adatti alle misurazioni delle varie superfici.

Funzionamento e taratura del dispositivo

La sonda del piaccametro è di solito un elettrodo a vetro; il suo ruolo è quello di misurare il differenziale di potenziale elettrico registrato sulle due facce di una membrana di vetro. La differenza è determinata dalla concentrazione di ioni di idrogeno all’interno ed all’esterno della membrana. Un’unità di pH corrisponde ad una differenza di potenziale pari a 0,059V. I dati vengono raccolti e tradotti dal misuratore: i valori vengono quindi espressi in pH e non in volts.

Prima di procedere con l’utilizzo è importante che il dispositivo venga sottoposto all’operazione di taratura. Il procedimento prevede l’impiego di due o tre soluzioni standard che consentono di calibrare i valori del circuito. Terminata la fase di taratura, l’elettrodo deve essere pulito con acqua distillata, poi asciugato ed infine può essere immerso nella sostanza da misurare. I passi da seguire possono variare da un modello all’altro, quindi bisogna attenersi a quanto indicato sulle istruzioni del dispositivo.

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