47 persone, salvate da un naufragio, ferme su un barcone.

I volti di ogni persona, su quella nave la Sea Watch, è immortalato in scatti e video.

Sullo sfondo la diatriba incancrenita nelle posizioni “non metterà piede più un solo immigrato sul nostro territorio”, tuona Salvini, e “facciamoli sbarcare tutti è una questione di umanità”, rispondono gli altri, Pd in testa.

Al centro un immenso tappeto rosso su cui sfila, indisturbata e gloriosa, la campagna elettorale per le elezioni europee e per tutte quelle che verranno dopo.

Seguono uno stuolo di politici che stanno trasformando la sofferenza e lo sguardo degli ultimi, in uno spauracchio ad uso e consumo dei cittadini.

Tre parlamentari, in cerca di aureola, un radicale, una forzista e un comunista, sono saliti in queste ore su quella nave.

E non lo hanno fatto da soli ma seguiti da reporter e fotografi.

Trasformando un’emergenza nella nota barzelletta dei tre politici su una barca, servita su un piatto d’argento ai cittadini, con il solo imbarazzo di decidere chi vogliono gettare in mare.

Zingaretti, in corsa per la segreteria nazionale del Pd, durante un incontro all’ospedale dei Castelli, ha detto che il Lazio è pronto ad ospitare questi migranti.

L’altro candidato del Pd Martina scruta il mare di Siracusa.

Non uno di loro, seppure da ruoli diversi, dall’alto del governo del nostro Paese si è degnato di fare l’unica cosa per cui è stato eletto: trovare soluzioni concrete, rapide e durature.

Nessuno tra Salvini, Di Maio, Zingaretti o Prestigiacomo si è degnato di farci sapere come intende affrontare, controllare e gestire, un fenomeno che è diventato lo spauracchio con cui pensano, tutti nessuno escluso, di direzionare la pancia e il voto dei cittadini.

La politica internazionale si è ridotta a liti a mezzo stampa.

I viaggi in Libia in sfondi per selfie e battute al vetriolo.

L’apertura degli ospedali in occasione per gridare ai quattro venti che siamo un popolo che nell’accoglienza e nell’umanità ha le sue radici.

Noi, per parte nostra, riavvolgiamo il nastro.

Ci sono 47 migranti su una barca bloccata al largo di Siracusa.

Un cerino acceso che si muove per l’Europa.

Abbiamo capito che chiudere le frontiere non è una soluzione.

Allo stesso tempo che non possiamo, in queste condizioni, con forze dell’ordine all’osso, sanitari al lumicino, centri di accoglienza in fase di cancellazione, dare loro l’accoglienza che meritano.

Come accaduto per la Diciotti anche loro scenderanno a terra su questo non vi è dubbio.

E’ il dopo che ci preoccupa e che forse preoccupa anche i politici nostrani consci che, senza alimentare questo sistema perverso i cittadini si accorgerebbero che il governo, a tutti livelli, non ha fatto nulla.

Senza migranti tutti dovrebbero togliersi la maschera e cominciare ad affrontare i problemi veri del nostro Paese e della nostra regione, a partire da quelli economici.

Più disoccupazione e tasse e meno migranti a noi è un rapporto che sta stretto.

Siamo per l’accoglienza ma sappiamo anche il “migrante chiavi in mano” non esiste purtroppo per i nostri politici.