Latina-Bene-Comune

Latina bene comune continua a viaggiare nascondendosi dietro l’autodefinizione di “movimento”.

Piegando, quella che ieri era la natura civica, spontanea, di condivisione di idee e di obiettivi, con la scusa per giustificare anomalie, distinguo, dissidi.

E’ il caso di chi veste i panni di Lbc e contestualmente cerca la tessera dei 5 Stelle, di quelli che strizzano l’occhio a questo o a quel partito, come Italia Viva di Renzi, ricoprendo ruoli all’esterno del consiglio comunale in cui sono stati eletti, i cui mantengono la casacca del Movimento.

Ponendo davanti a tutto e a tutti quell’idiosincrasia verso l’universo dei partiti dimenticando che ne è diventato parte.

Lbc è nata fornendo ai cittadini, in quel momento storico particolare a Latina, disgustati dalla sola parola partito a cui accostavano la negatività della politica, un’alternativa.

Quella di un movimento, appunto, che anche nella terminologia risultava più affidabile, più civile e più pulito.

I cittadini hanno premiato l’intuizione ed hanno scelto di affidare a loro il cambiamento di una città che era ferma da anni.

Poi Lbc è stata costretta a confrontarsi con il governo della città, con la gestione amministrativa, con l’esigenza di formulare risposte semplici a parole ma più complesse nei fatti.

Ha dovuto reggere all’onda d’urto dei dissidenti e per farlo si è dovuta fortificare nella struttura interna, ha dovuto sostituire il tema su cui ruotava la sua nascita con la gestione dello stesso, hanno subito un naturale processo di burocratizzazione e per sopravvivere hanno dovuto organizzarsi dandosi regole e soluzioni organizzative coerenti con i risultati che intendeva ottenere.

Lbc è diventato un partito a tutti gli effetti, di stampo giolittiano magari ma di certo non è più quel movimento spontaneo, nato dal basso, di tipo universalista e con una sporadica proiezione istituzionale.

Ha perso, insomma, volente o nolente, quella caratteristica orizzontale che è propria dei movimenti.

Si metta l’anima in pace per questo e accetti che anche nei partiti differenza di posizioni ed idee sono possibili ed auspicabili senza necessariamente celarsi dietro le parole che hanno un senso, tra l’altro, ben preciso.

Ma questa è democrazia e con i movimenti non c’entra nulla.