Latina la città incompiuta che naviga a vista in cerca di servizi, risposte e concretezza deve stare tranquilla.
Il sindaco Coletta ha trovato la soluzione a tutti i mali.
Corsi di formazione e laboratori creativi per dare sfogo alle ambizioni dei cittadini.
Ma non tutti ovviamente.
L’oculata amministrazione Coletta ha fatto uno screening dei destinatari delle iniziative, ha scelto il target a cui rivolgere il progetto.
E, udite, udite, l’idea geniale si rivolge sia ai ragazzi tra i 15 e i 34 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti “NEET” (not engaged in education, employment or training), sia alle persone che studiano e lavorano e che vogliono completare un proprio percorso formativo.
Non vogliamo fare i pignoli ma, a livello internazionale, i Neet sono i giovani che rientrano nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni e sarebbe opportuno informarsi meglio prima di gettare termini a caso.
In secondo luogo far rientrare uomini e donne di 34 anni nella categoria ragazzi è fuorviante e fuori luogo, è non rispettoso verso tutti quegli uomini e quelle donne che a questa età, da latina e non solo, hanno fondato imprese, ne sono amministratori delegati, general manager, ne dettano linee ed hanno raggiunto obiettivi di eccellenza dando lustro ad una città come Latina che ormai, complice la concretezza di Coletta, solo ambizioni negate e potenzialità dimenticate.
La ciliegina sulla torta poi sono le immagini di corollario al progetto che sono la giovane che passeggia davanti al monumento della cultura perduta, il teatro di Latina, oppure la ragazza che cellulare alla mano immagina di diventare stilista, sulla lapide al mercato annonario che fu, adeguatamente ripulito per l’occasione.
I fondi per il progetto rientrano nell’ambito del Programma “Latina anche Città di Mare – Volano di riqualificazione urbana” che non è che c’entri molto con la professionalizzazione dei “ragazzi” di Latina.
L’assessore Cristina Leggio trionfa e afferma: “È un altro passo avanti nel percorso di creazione di spazi per accogliere i giovani, farli esprimere e sentire protagonisti”.
Siamo alla fantasia al potere, di fronte all’ennesimo tentativo di colmare anche maldestramente il vuoto amministrativo che contraddistingue l’amministrazione Coletta.
I giovani non cercano laboratori che aprano la strada alla partecipazione ai talk show della Maria nazionale.
Cercano opportunità di crescita, occupazione e realizzazione in una città che sta facendo calare il sipario su ogni possibile ambizione.
Coletta e l’assessore Leggio dovrebbero ascoltare i giovani e gli uomini che di Latina sono cittadini esigenti e disillusi.
Dovrebbe intervenire per fare di Latina non un laboratorio ma una città all’avanguardia dove i giovani possano investire e crescere facendo delle proprie ambizioni e della propria capacità il faro di una comunità su cui Coletta ha solo spento la luce.





