Tre sindaci civici, almeno nelle aspettative.
Tre città, Latina, Sabaudia e Formia che dovevano nella rivoluzione dei sindaci del bene comune risorgere dalle ceneri a cui “quelli di prima” le avevano condannate.
Tre giunte che sono diventate come le porte girevoli.
C’è chi entra, chi esce e chi ancora resiste.
Gli esecutivi messi in campo da Coletta, Gervasi e Villa nascono e crescono su un’equazione comune.
Il sindaco sta agli assessori come gli assessori stanno alle dimissioni per motivi personali.
Sembra quasi che i tre sindaci abbiano preso una fotocopia e se la siano inviata per far firmare le dimissioni.
Nessuno contesta le scelte e le ragioni personali, legittime ed non giudicabili, per carità.
Ma gli assessori quando hanno assunto l’incarico non si sono mai accorti dell’impegno che prendevano con i cittadini e con la città?
Possibile che tutto il lavoro sia diventato gravoso all’improvviso?
Questo continuo cambio ingessa settori importanti come le attività produttive a Latina, il bilancio a Formia, rischia di farlo con l’ambiente a Sabaudia.
I sindaci, per ora Villa e Coletta, non si sa ancora se l Gervasi nominerà subito un successore di Zaottini, hanno tenuto per se le deleghe come se gestire anche settori chiave, per cui l’impegno di alcuni, come gli assessori dimissionari, era gravoso, fosse una passeggiata di salute.
Amministrare è una cosa seria, governare una città richiede una squadra coesa ed una programmazione chiara ed attuabile.
Senza cambio di rotta, comunque tardivo, nessuno accetterà più incarichi in giunta per paura di finire nelle “grinfie” del mamba.





