Non conosco Salvatore Antoci, sarà di quelli che hanno rigore alla Savonarola, sarà di quelli che la retta via non è mai smarrita. E’ consigliere di maggioranza a Latina con Damiano Coletta ed è il portavoce di un mondo che è “entrato” in Comune come Gesù nel tempio, per cacciare i mercanti.

Ma…  chi “fa il puro trova sempre uno più puro che lo epura”. Antoci, al secolo Salvatore, con una richiesta di risposte alla Commissione trasparenza afferma che i suoi,  quelli di Lbc (il sindaco Damiano Coletta, l’assessore Briganti, la segretaria generale plenipotenziaria Iovinella, la troika comunale), non  rispondono sono come le tre scimmiette (non sentono, non vedono, non parlano).

Insomma, per Salvatore, sono opachi, opachi come e più di quelli di prima. Ora se questo lo dicono gli oppositori figli del maligno passi pure, ma l’ha detto il puro tra i puri, che ora li riconosce impuri.

Che succede? Succede che il potere è come la cioccolata, se l’assaggi poi ne abusi, la rimangi e la cerchi. Povero Antonoci ci credeva al mondo fatto di angeli, aveva creduto alla storiella di fare di Latina una Atene senza tempo, invece si è trovato tra lupi. Naturalmente bastava leggere Machiavelli e capire di politica (l’uomo è lupo per gli uomini), ma chi fa le crociate combatte gli infedeli, si preoccupa meno del Santo Sepolcro.

Salutiamo Antoci che dice quel che noi diciamo da due anni, usando le ragioni per cui i lupi del branco ci hanno assalito per mesi. Ci volevamo sbaglià, ma abbiamo avuto ragione. La politica caro Antoci è na cosa seria, non un dopolavoro.

Benvenuti al mondo: Chi uria viva Sa Rocco e chi se magna le ciammelle (trad di un detto bassianese: chi tesse le lodi di San Rocco a digiuno, e chi in suo nome si mangia le ciambellini). Antoci urlava viva San Rocco…