Rap per l’illegalità, Zuliani (PD): “Minori fuori controllo, bisogna vincere la sfida”

di Katiuscia Laneri – “Deve farci molto pensare il video rap balzato alla cronaca nazionale dei ragazzi del quartiere Q4 di Latina che inneggiano alla malavita latinense” così Nicoletta Zuliani capogruppo PD sul suo profilo social commenta il brano comparso su YouTube nelle scorse ore, e poi rimosso, dei rapper Tr4 e intitolato “Zona“.

Nel videoclip, girato ai “palazzoni” di Latina, tra le case popolari del quartiere Q4, in cui si mostrano giovanissimi prima ripresi a viso scoperto e poi con passamontagna, si fa esplicito riferimento alla criminalità, a rapine, droga, carcerati che usciranno presto e traditori.

Il brano contiene strofe inquietanti cantate su immagini di ragazzi che contano fiumi di soldi e parlano di armi e droga. Nel giro di alcune ore il video ha raccolto migliaia di visualizzazioni ed è stato rimbalzato sui social prima di essere rimosso. Il sospetto è che brano e video siano stati confezionati per esprimere solidarietà al clan Travali, recentemente finito al centro di una nuova inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale a antimafia e condotta dalla squadra mobile di Latina, sfociata nei 19 arresti dell’operazione Reset.

Cosa abbiamo generato? – si domanda Zuliani su Facebook – Evidentemente non solo giovani professori universitari all’estero, ma anche ragazzi che osano sfidare la legge e un’intera comunità, la stessa che ha sostenuto e s’è messa dalla parte delle forze dell’ordine in quell’ormai lontano ottobre 2015 con gli arresti della questura a guida De Matteis. L’ostentazione nel video di denaro da proventi illeciti, di pose e gestualità con riferimenti ad atti sessuali da parte di una minorenne, le parole di sostegno ai Travali in carcere sono una sfida rivolta a tutti noi” continua il post.

“È una sfida CULTURALE: se l’illegalità risulta più affascinante della cultura della legalità e della civile convivenza evidentemente è presente l’humus perché ciò si verifichi. È una sfida EDUCATIVA: tutti questi ragazzi hanno frequentato la stessa scuola insieme a tutti gli altri ragazzi del quartiere, sono stati bambini, ragazzini, hanno avuto insegnanti e gruppi di wapp di mamme. La scuola è il primo punto di osservazione di comportamenti devianti, di condizioni economiche, sociali e culturali a rischio di devianza: cosa non ha funzionato nella sua azione educativa?”

E poi: “La scuola è l’unico luogo che tiene insieme persone appartenenti a diversi ceti sociali, a diverse condizioni familiari; la scuola è l’unico vero luogo in cui si può agire in modo intelligente ed efficace per sostenere la fase delicata della formazione della personalità dell’essere umano: l’infanzia e la pubertà. Questo è il luogo privilegiato della prevenzione alla devianza: cosa non ha funzionato?”

È una sfida alla CONVIVENZA CIVILE. I giovani e i giovanissimi del quartiere vivono una condizione di grande insicurezza: loro coetanei  prepotenti e violenti si fanno forti di un territorio poco controllato per imitare i grandi del clan e praticare soprusi e violenze che solo i ragazzi conoscono. lotti popolari delle “vele” sono considerate una Scampia latinense dove sovente fuochi d’artificio festeggiano il rilascio o la scarcerazione di esponenti della malavita…”.

“Partiamo da un’ANALISI di ciò che non ha funzionato e mettiamo in campo misure PREVENTIVE e CONTRASTIVE efficaci – conclude il capogruppo PD -. È una sfida rivolta a tutti noi, e dobbiamo raccoglierla insieme”.

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