di Massimo Guida – La crisi economica che ha colpito il settore della nautica è profonda. I cantieri navali chiudono perché l’industria nautica italiana arranca e per far capire l’entità della perdite basta andare a vedere i dati che l’Ucina, la Confindustria del comparto nautico, ha reso noti per l’anno 2013.

Negli ultimi quattro anni l’industria ha segnato un calo di fatturato del 59%, la produzione è arrivata a toccare una contrazione dell’88% e a pagare di più sono naturalmente i piccoli cantieri.

La crisi è iniziata nel 2009, ma il tracollo vero c’è stato nel 2012, quando il governo Monti ha introdotto la tassa di possesso sulle imbarcazioni di diporto. La tassa è stata poi cancellata dal “decreto del fare” del 2013 ma nel frattempo aveva già fatto i suoi danni a livello economico. E occupazionale, la crisi come sempre si ripercuote sui lavoratori perché le aziende in crisi come prima cosa tagliano i posti di lavoro: nel 2012 si contavano solo 19mila addetti diretti, il 19% in meno rispetto a quelli che lavoravano nel settore nautico nel 2008.

Una crisi profonda, come abbiamo già detto, che mette in ginocchio un settore che nel 2007 produceva il 3,6% del Pil italiano, e che nel 2012 raggiungeva a stento l’1,2%.

La situazione nazionale si riflette a livello territoriale, la provincia pontina che può contare su una tradizione importante ha visto negli ultimi anni chiudere le sue eccellenze, basti pensare a due su tutte: i cantieri Rizzardi di Sabaudia e l’Italcraft di Gaeta, il cui sito pare possa anche cambiare destinazione d’uso.

E proprio a Gaeta ad aprile si celebrerà la festa della nautica: lo Yacht Med Festival del presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola che come claim dell’edizione 2013 recita “con il mare si può trovare un tesoro”, certo basta fare gli investimenti giusti!

GAETA, ITALCRAFT CAMBIA DESTINAZIONE. SIMBOLO DI UN SETTORE IN PIENA CRISI, MA ZOTTOLA LO SA?