Latina, Terracina e il gioco degli scacchi: ogni strategia è concessa per arrivare all’obiettivo

di Francesco Miscioscia – Quello a cui stiamo assistendo in provincia di Latina non è in nulla diverso da quello che accade durante una partita di scacchi. La politica è fatta di strategie, anticipazioni delle mosse dell’avversario, bluff e poco male se c’è da sacrificare qualche pedone, tutto è consentito per il raggiungimento dell’obiettivo finale: scacco matto.

L’obiettivo, in questo caso, è inutile stare a ripeterlo: sono le nomine di Acqualatina. Fratelli d’Italia ha provato l’arrocco e, con una mossa, a muovere due pedine, ma è andata male.

Il sindaco di Latina si è dimostrato un pessimo stratega perché non ha saputo prevenire le mosse dell’avversario, e, pensando di essere un politico di rango, è in realtà risultato poco più di uno stregone al quale non è riuscito il gioco di prestigio più importante della sua vita. Di Giorgi, con questa storia, ha sicuramente compromesso la sua carriera politica futura.

Dall’altra parte a giocare contro c’era uno scacchista esperto come Fazzone: il senatore azzurro ha dimostrato una forza politica e una strategia perfetta. Avendo chiaro il suo obiettivo, non ha esitato ad allearsi anche con il PD per arrivare allo scacco. A lui l’arrocco è riuscito e con una sola mossa ha fatto cadere Terracina, e quindi il suo voto al Cda, e liberato un posto per Armando Cusani, dato come sempre più probabile candidato a sindaco.

Non solo, con la sfiducia di Procaccini, Forza Italia ha mangiato la Regina e messo sotto scacco il Re (Di Giorgi e Latina) che adesso ha molte poche azioni da fare. Non è uno scacco matto, perché la situazione non è ancora irreversibile, ma il messaggio è molto chiaro. Non siamo ai “titoli di coda” come dice il sindaco, probabile la prossima mossa sia quella definitiva, ma poco conta ormai.

E mentre la partita a scacchi tra Fratelli d’Italia e Forza Italia va avanti, il PD rimane a guardare, ai margini del tavolo di gioco, in attesa che i due ex alleati si finiscano da soli. Che senso ha esporsi in prima persona se tutta questa situazione si rivolgerà a favore dei democratici? E poi il PD è meglio che risolva i suoi problemi interni prima di agire da attore protagonista.

In tutto questo a farne le spese sono sempre i cittadini, che spesso passano in secondo piano rispetto alle strategie politiche. Speriamo che in questo caso non sia così.

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