Zingaretti salvi la Roma – Latina. Tutte le speranze per l’opera sul governo giallo – rosso

L’ultima speranza della Roma – Latina sembra chiamarsi Nicola Zingaretti.

E questa volta, è proprio il caso i dirlo,nella doppia veste di segretario nazionale del Pd e presidente della regione Lazio.

Sulla realizzazione dell’opera a luglio era arrivato l’ennesimo brusco stop legato alla scelta dell’allora ministro alle infrastrutture, il pentastellato Toninelli, che l’aveva esclusa dai finanziamenti del Cipe.

Ma gli ostacoli non sono finiti considerato che su quella che viene considerata una strada fondamentale per la provincia di Latina e il Lazio, grava il ricorso al Presidente della Repubblica.

Oggi della Roma – Latina si è tornato a parlare in consiglio regionale con l’interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Simeone.

Domani del progetto si discuterà nella commissione competente alla Pisana.

Intanto il tempo scorre e lo spazio per agire e portare l’opera in cantiere stringe.

A dicembre 2020 scade infatti la finestra temporale per effettuare gli espropri.

Superato quel timeline la partita sarebbe chiusa definitivamente.

“Autostrada: ora o mai più. Prendo atto della novità odierna, appresa nel corso del question time in consiglio, rappresentata da un imminente incontro, che spero avvenga nel brevissimo tempo, fra la Regione Lazio ed il ministro delle Infrastrutture sul futuro della Roma-Latina. Mi auguro che l’iter per la realizzazione del corridoio intermodale Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone si concluda il prima possibile”.

L’iter procedurale resta incerto, a partire dalla gara sospesa e ancora sub-judice.

“Ho avuto modo di riconoscere linearità di pensiero del presidente Zingaretti che ha sempre detto che la Roma-Latina rientra fra le opere infrastrutturali prioritarie di questa regione.
Da tempo però ho lanciato l’allarme sul rischio che questa operazione finisca in un binario morto. La reiterazione del vincolo è strumento fondamentale per la realizzazione dell’opera”.

Insomma a Zingaretti si affida ogni speranza di non perdere un’occasione fondamentale di sviluppo del territorio.

“Il presidente Zingaretti, da sempre favorevole all’infrastruttura, riveste in questo momento storico il doppio ruolo di governatore della Regione Lazio ma anche di azionista importante del governo della nazione. E’ nelle condizioni migliori – conclude Simeone – per poter concertare con il ministro De Micheli le modalità di realizzazione dell’opera.

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