Zaccheo: “Di nuovo sindaco di Latina? Riprenderei dai progetti lasciati e rimasti in sospeso”

di Katiuscia Laneri

Il gioco del “se io fossi il Sindaco” con Vincenzo Zaccheo va riformulato in “se io tornassi”, ma soprattutto in “se accettassi” di tornare ad essere il sindaco di Latina.

Un condizionale che è ancora d’obbligo per chi lotta con il desiderio di tornare ad amministrare la città che ama e per la quale ha già fatto tanto, le ferite forse ancora aperte che gli sono state inferte con false accuse e il tornare a far parte di una classe politica che non lo convince, o sarebbe meglio dire che “non gli appartiene”.

“Non c’è più la passione nel fare politica. La stessa che mi ha fatto iniziare questo percorso giovanissimo”, dice con un tono che suona più arrabbiato che nostalgico e comunque pieno di orgoglio.

“Già due anni fa Fratelli d’Italia e Lega hanno cercato di convincermi a candidarmi e io posi delle condizioni. Adesso che quelle condizioni sono venute meno a mio favore. Per questo motivo sono tornato a rifletterci, e ancora non ho preso una decisione. Certo, so di avere la stima e il favore di gran parte dei miei concittadini. Questo mi gratifica e forse è proprio il motivo per cui sto ancora qui a rifletterci”.

Comunque sia, le idee su cosa ci sarebbe da fare per Latina sono chiarissime e molte delle quali già avviate dallo stesso Zaccheo negli anni in cui fu primo cittadino per ben due mandati: Un visionario che ha partorito e si è battuto per alcuni dei progetti che sono stati poi ripresi dai suoi successori ed approvati dalla Regione Lazio. Come ad esempio l’inserimento dei porti Rio Martino e Foce Verde nel piano di sviluppo del litorale laziale; e l’ampliamento del Policlinico di Borgo Piave.

Un politico vecchia maniera ma lungimirante, che pensa già ad aggiungere deleghe più attuali ad un assessorato, nel caso dovesse tornare ad amministrare la città.

I binari sui quali aveva posto la sua carovana per il futuro di Latina, dieci anni fa, conducevano ad una cittadella universitaria, ad un hub turistico puntando in particolare alla Marina con il potenziamento del porto, con uno sguardo rivolto anche alla qualità dell’offerta sanitaria.

Già ai suoi tempi, l’allora sindaco Zaccheo, parlava dell’importanza di un nuovo nosocomio per rafforzare la vocazione universitaria di Latina, nonché il settore della ricerca a supporto anche del chimico farmaceutico, particolarmente strategico per il capoluogo pontino.

“Università e ricerca sollecitano in modo naturale l’indotto economico, per il flusso di studenti, studiosi e docenti che si viene a creare. Ma anche turistico, che grazie alla convegnistica non farebbe temere gli alti e bassi stagionali e al tempo stesso renderebbe essenziali i collegamenti marittimi per facilitare la mobilità. Inoltre, non dimentichiamo l’industria farmaceutica che oggi, più di prima, è posta in primo piano dall’emergenza sanitaria che stiamo affrontando”, spiega l’ex sindaco.

Non è finita, c’è ancora il progetto della metropolitana leggera che Zaccheo non intende assolutamente abbandonare, soprattutto ora che un finanziamento è già stato messo a disposizione dal Ministero dell’Economia e aspetta solo di essere sfruttato.  “E’ ovvio che, dopo vent’anni il progetto va rivisto. Oggi le metro non hanno nemmeno più l’autista, ma di sicuro riprenderei il discorso della mobilità alternativa che risolverebbe i problemi di traffico e ridurrebbe il rischio di incidenti”.

Insomma, Vincenzo Zaccheo semplicemente tornerebbe a finire un lavoro già avviato, senza giudicare o criticare l’operato di chi lo ha succeduto in questi anni che lo hanno “costretto” a smettere di amministrare la “sua” Latina.

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