di Massimo Guida – Due milioni di euro circa l’anno, questo è quanto è stato speso dall’amministrazione comunale di Latina per la manutenzione del verde pubblico sotto la gestione Cirilli. Con un sistema di spacchettamento, infatti, erano stati dati una serie di affidamenti diretti, tutti inferiori ai 40mila euro, a cooperative sociali.
Su questa gestione del verde “ambigua” adesso indaga la magistratura, anche se non si può fare a meno di notare che, per quanto i servizi fossero un tantino esosi, almeno le aree verdi a Latina erano mantenute in uno stato di decenza.
La nuova gestione dell’assessorato all’ambiente targata Pansera, infatti, adotta tutt’altra tecnica: meglio non spendere, quindi non fare. Il risultato è davanti agli occhi di tutti i cittadini: giardinetti inagibili per l’erba alta, aiuole lasciate all’incuria e degrado diffuso.
E se Alessandro Cozzolino posta su Facebook una foto di via Ovidio ironizzando “Pronto il set per Jurassik park”, anche qualche esponente della maggioranza non apprezza la gestione del verde pubblico del Comune. “La primavera arriva ogni anno, sempre nello stesso periodo, ma pur sapendolo, ci facciamo sempre trovare in ritardo. Erba alta e parchi impraticabili, prosegue l’assenza di programmazione per il taglio e le manutenzioni delle aree verdi” scrive Maurizio Patarini con tanto di hashtag “#momesorotto”.
In medio stat virtus dicevano i latini e anche in questo caso sarebbe auspicabile una via di mezzo tra gli spacchettamenti che facevano lievitare i costi e l’incuria più totale delle aree verdi. E non è difficile individuare quale possa essere: “va fatta la gara per il verde pubblico” dice Cozzolino. E’ così difficile? A Latina sì.
* Foto dal profilo FB di Alessandro Cozzolino





