lunedì 25 Ottobre 2021

Ventotene, dal Comune altro stop al dissalatore. Acqualatina valuta il risarcimento danni

Continua la guerra tra Acqualatina e il Comune di Ventotene per l’installazione del dissalatore. Ieri è stata emanata una nuova ordinanza che ha bloccato i lavori. L’atto si somma a quello precedente del 24 giugno, su cui si era pronunciato il TAR, a favore di Acqualatina.

Il dissalatore sarebbe l’unica soluzione per rendere l’isola autonoma in termini di approvvigionamento di acqua. L’installazione è stata decisa con il Protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Lazio, Comuni di Ponza e Ventotene, ATO4 e Acqualatina nell’ottobre 2015. Impianti simili sono attivi in diverse isole d’Italia, senza alcuna conseguenza per l’ecosistema marino. E comunque, dicono da Acqualatina, la sostenibilità ambientale è confermata da studi realizzati n collaborazione con il dipartimento di Ingegneria idraulica marittima dell’Università La Sapienza di Roma, dalle autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Regione Lazio e infine dall’autorizzazione allo scarico ricevuta dalla Provincia di Latina.

Ancora una volta ci troviamo a dover far fronte a un atto gravissimo – afferma l’Amministratore Delegato di Acqualatina Raimondo Luigi Besson – e ciò che rende il tutto ancor più inaccettabile e scandaloso, è che mentre in tante zone d’Italia, e nel territorio pontino in particolare, siamo nel pieno di un’emergenza idrica gravissima, si voglia impedire di rendere Ventotene in grado di produrre, nell’isola, le risorse che le sono necessarie, continuando a esporla alle continue crisi e discontinuità del servizio”.

“Come Società – continua Besson – faremo ricorso, nuovamente, a tutti gli strumenti legali a nostra disposizione per far fronte a questi fatti, nello spirito della massima responsabilità che ci caratterizza. Come detto anche in occasione del precedente atto, laddove non si rendesse possibile l’immediata ripresa dei lavori, non escludiamo la possibilità di applicare quanto previsto dal Protocollo, restituendo la responsabilità del trasporto dell’acqua verso le isole alla Regione Lazio e al Comune. Stiamo valutando, inoltre, la possibilità di richiedere il risarcimento dei danni che il protrarsi di questa assurda situazione sta causando alla collettività e alla Società, in virtù anche dei contratti di appalto già stipulati”.

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