“L’Europa indubbiamente deve aprirsi alla modernità ed alla contemporaneità, includendo altre e diverse culture e sensibilità religiose. Quel che non può fare, pena la negazione di se stessa, è dimenticare o mortificare la radice profonda della sua essenza”, è questo il commento dell’on. Vincenzo Zaccheo in merito al documento, presentato nei giorni scorsi e poi ritirato, dalla Commissaria Ue all’Uguaglianza.
La maltese e laburista Helena Dalli, prevedeva la sostituzione di diverse formule e parole in nome dell’inclusione. Per esempio, al classico “Buon Natale” si preferiva il più generico “Buone feste”, dimenticando, tuttavia, il senso profondo di una festività legata indissolubilmente alla grotta di Betlemme.
In sostanza, per unire non si sarebbe fatto altro che dividere i popoli europei su valori fondamentali e fondanti.
“Ho letto con grande attenzione l’intervista che il Vescovo Mariano Crociata ha rilasciato al quotidiano ‘Il Giornale’, in qualità di vice presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (Comece). Il senso del suo ragionamento è che mortificare la religione non aiuti il cammino dei popoli europei. D’altronde è stata una generazione di politici cristiani (De Gasperi, Adenauer, Schuman e De Gaulle) a gettare le basi culturali e politiche dell’odierna Unione Europea” conclude il consigliere comunale di Latina.





