Tutela dei prodotti Made in Italy, oggi 4 mozioni in Senato

L’Assemblea di palazzo Madama ha avviato l’esame delle quattro mozioni, presentate da Fratelli d’Italia, Lega e Italia Viva.

In sostanza tutte chiedono al Governo un impegno a valorizzare e promuovere le eccellenze agroalimentari di produzione italiana come sottolineato anche dal ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli per il quale c’è un percorso da scongiurare prima possibile, chiarendo immediatamente, a livello europeo e internazionale, la posizione
del nostro Paese.

“Il percorso che porta il cibo a diventare una commodity e quindi a perdere la distintività – afferma il ministro -, ci porta, passo dopo passo, verso la produzione di cibo sintetico. Credo che questa sia la cosa da scongiurare ed è il motivo per cui tutti insieme, in Europa, diremo chiaramente che questo percorso vedrà sempre la contrarietà del nostro Paese”.

Il ministro invita poi a “difendere le produzioni agroalimentari italiane, perché la dieta mediterranea è patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO perché permette di prevenire molte patologie con un’incidenza sul Sistema sanitario nazionale che è un aspetto economico da non trascurare. Ritengo – ha aggiunto – che occorra provare a mettere assieme i pregi informativi del Nutrinform e quelli del Nutriscore. Su questo c’è un dialogo fitto che coinvolge altri Paesi, perché é assolutamente necessario un coinvolgimento internazionale”.

Una battaglia che si potrà vincere solo con l’unità politica di intenti secondo la senatrice di Forza Italia Fulvia Caligiuri che in aula ha poi spiegato: “Forza Italia ha sempre promosso il sistema NutrInform Battery, il sistema a batteria contro l’adozione in Europa di pratiche come l’etichetta a semaforo che è inaccettabile per il nostro Paese e le nostre produzioni e per la salvaguardia della dieta mediterranea. Siamo fermamente contrari, basiti di fronte alle cosiddette ’sostenibilità alternative’ perchè consideriamo taluni cibi, per esempio gli insetti, estranei alla nostra cultura alimentare nazionale. E poi – osserva – quali sarebbero gli standard di sicurezza alimentare di tali prodotti? Noi investiamo in sicurezza e qualità 3 miliardi l’anno. Per i prodotti ’alternativi’ ci saranno le stesse garanzie?”.

“Bisogna, dunque, che ci sia – ha concluso Caligiuori – il massimo impegno da parte del governo per creare un fronte comune in Europa contro il Nutriscore, che è un vero e proprio attacco alle nostre eccellenze agroalimentari apprezzate in tutto il mondo”.

Sulla stessa linea anche Fratelli d’Italia: “Noi non siamo contro le altrui scelte ma non vogliamo che venga demonizzato il Made in Italy. Siamo un’opposizione patriottica, siamo per l’Europa dei popoli contro l’Europa della finanza e dei pochi e anche per questo crediamo che non bastino enunciazioni di principio ma che serva una vera e propria presa di coscienza” ha affermato in dichiarazione di voto il senatore Luca De Carlo,
responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura di FdI.

“Non vogliamo un vino che non sia vino – osserva De Carlo – la carne vegetariana, il consumo delle cavallette e la creazione di cibi in laboratorio. E che per la sperimentazione del sistema proposto dall’Italia Nutriinform vogliamo che i costi non siano a carico dei produttori ma dello Stato. Abbiamo una precisa idea di ambiente la cui tutela è data in primo luogo dai nostri agricoltori, custodi della nostra tradizione, e non da chi oggi si scopre paladino della transizione ecologica quando in passato si girava dall’altra parte sui temi della tutela ambientale”.

“Anche gli ideali si realizzano attraverso il cibo – conclude De Carlo – siamo a favore della conservazione e della diversità  che rappresenta il vero caposaldo della tradizione e della tutela e per questo continueremo nella battaglia di cui siamo stati i primi artefici”. 

Katiuscia Laneri
Katiuscia Laneri
Giornalista pubblicista dal 1997. Conduttrice, scrittrice, videoreporter pluripremiata e pioniera dei new media. E' stata, tra le altre esperienze, fornitore di servizi per RAI TgR e corrispondente freelance per diverse testate e agenzie nazionali, anche da teatri di guerra quali Afghanistan, Libano e Kosovo. Esperta di economia turistica con la passione per le produzioni televisive.

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