Un vero e proprio pallino del Movimento 5 Stelle finito sul tavolo dell’accordo sancito con il Partito democratico.

E’ quello sul taglio dei parlamentari. Oggi il provvedimento arriva alla Camera, ultimo passaggio prima dell’approvazione definitiva.

Nel Pd infatti le voci contro non sono poche, non ultima quella espressa dal consigliere regionale del Lazio, Eugenio Patane che sui social tuona: “Non ero d’accordo alla formazione di questo governo. Non sono d’accordo a questo taglio dei parlamentari esattamente per le stesse ragioni per le quali abbiamo proposto, sostenuto e votato si all’abolizione del Senato. Passo e chiudo”.

Mentre i dem storcono il naso il centrodestra, Lega, Forza italia e Fratelli d’Italia sembrano aver deciso, nell’incontro a tre di domenica sera, che voteranno a favore.

Obiettivo ridurre il numero dei deputati passando dagli attuali 630 a 400 e dei senatori dagli attuali 315 a 200. 345 seggi in totale compariranno.

Il provvedimento troverà concretezza dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della riforma.

Ma ad essere ridisegnato sarà anche il numero degli abitanti per deputato che aumenta passando da 96.006 a 151.210 così come quello per ciascun senatore che va da 188.424 a 302.420 abitanti.

Passaggio che imporrà di ridisegnare i collegi con un’altra legge. E, soprattutto, ai partiti di stringere le maglie dei candidati.

La variazione percentuale del taglio degli eletti è simile ma non uguale per tutte le regioni.

Nel Lazio, in particolare, per la Camera si passerà per la circoscrizione Lazio 1 dagli attuali 38 deputati a 24, nel Lazio 2 da 20 a 12.

Per il Senato la circoscrizione Lazio vedrà un taglio netto di 10 senatori passando dagli attuali 28 a 18.

Le percentuali variano da un meno 35% ad un meno 40%.

Una dieta che fa paura ai partiti, senza distinzioni, perchè mette un freno concreto ad ambizioni e scalate personali per le quali resterà poco spazio.