Un ente nato per gestire il welfare locale che, secondo chi lo contesta, non riesce ancora a decollare. I circoli del Partito Democratico del Sud Pontino tornano a puntare il dito contro la nascita e l’avvio del Consorzio Socio-Sanitario LT/5, parlando di criticità gravi, di un Consorzio che “non riesce ancora a diventare realmente operativo” e che sarebbe finito “dentro dinamiche politiche” estranee ai servizi sociali.
Il nodo politico: la presidenza dell’Assemblea dei sindaci e i mesi senza guida
Nel documento viene indicato come episodio più emblematico quanto accaduto attorno alla Presidenza dell’Assemblea dei Sindaci. Il sindaco di Castelforte si sarebbe dimesso con l’intenzione di far subentrare il vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali, per motivazioni legate — secondo la nota — a equilibri interni alla propria amministrazione. La proposta non avrebbe ottenuto il consenso dell’Assemblea, che sarebbe rimasta per mesi senza presidente. In seguito, le dimissioni sarebbero state ritirate e lo stesso sindaco sarebbe tornato alla presidenza.
“Non un terreno di gioco”: la denuncia sulle ricadute sul welfare
Per i circoli Pd è “inaccettabile” che un ente chiamato a governare i servizi sociali venga gestito come “un terreno di gioco” per dinamiche interne a una singola amministrazione o piegato a equilibri politici ed elettorali. Viene definito “surreale” che questioni ritenute marginali finiscano, a loro giudizio, per condizionare uno strumento essenziale per il welfare del territorio.
Bilancio approvato solo ora e risorse non trasferite: la “paralisi” del primo anno
Nel testo si parla di una paralisi che avrebbe segnato l’intero primo anno di vita del Consorzio. A dodici mesi dalla costituzione, si sostiene che il bilancio sia stato approvato solo ora e che le risorse economiche non siano ancora state trasferite dal Comune di Gaeta, ex capofila del Distretto, alla nuova struttura.
Trasparenza sotto accusa: direttore senza avviso pubblico e assenza di un sito
Un altro capitolo riguarda la trasparenza. Secondo la nota, la nomina del Direttore sarebbe avvenuta senza alcun avviso pubblico, con un incarico triennale e a tempo parziale. I circoli Pd evidenziano inoltre che non esisterebbe un sito istituzionale del Consorzio dove consultare atti, delibere o documenti, e affermano che non sarebbe chiaro con quali criteri si stiano effettuando assunzioni o incarichi, denunciando l’assenza, a loro avviso, di “adeguata trasparenza” e di un reale controllo pubblico.
Il caso sede di Formia: “barriere architettoniche” e spazi considerati inadeguati
Nel documento viene richiamata anche la questione della sede, definita emblematica del “caos” della fase attuale. La sede di Formia, annunciata come soluzione definitiva, viene descritta come inadeguata: secondo i circoli Pd gli spazi presenterebbero barriere architettoniche, non garantirebbero i requisiti minimi di accessibilità e non sarebbero in grado di accogliere il personale aggiuntivo assegnato dal Ministero.
“A pagare sono le persone più fragili”: la chiusura della nota
Il Consorzio, si legge, doveva essere uno strumento per garantire trasparenza e servizi sociali efficienti, ma “oggi è tutt’altro”. La conclusione è netta: non si può accettare — sostengono i firmatari — che il prezzo di giochi di potere e tatticismi politici ricada “ancora una volta” sulle persone più fragili, considerate le più penalizzate.





