sabato 28 Gennaio 2023

Spreco di denaro pubblico per la Roma-Latina, tutti prescritti tranne un dirigente regionale

di Redazione – Lo scorso febbraio la Corte dei Conti aveva rinviato a giudizio 11 persone tra politici, funzionari e manager accusate di danno erariale per quasi 20 milioni di euro “sprecati” per la realizzazione della Roma-Latina.

Tra gli imputati c’erano l’ex governatore del Lazio Francesco Storace, l’ex assessore regionale Giulio Gargano, i funzionari Bernardo Maria Fabrizio, Patrizio Cuccioletta, Raniero Vincenzo De Filippis e Raimondo Luigi Besson e i manager Ruggiero Borgia, Flavio De Luca, Andrea Abodi, Aurelio Saitta e Roberto Serrentino.

Adesso il collegio ha dichiarato prescritta l’azione contabile per 10 degli imputati e ha condannato solo Raniero De Filippis a risarcire la Regione Lazio di 600mila euro. De Filippis, come direttore del dipartimento territorio, ha firmato nel 2009 l’atto ricognitivo, ma essendo il danno a lui imputabile ridotto è stato concordato nei 600mila euro “non essendo provato – si legge nella sentenza – il ruolo esclusivo dell’omissione di De Filippis” anzi ci sarebbero anche omissioni da parte di altre figure dirigenziali che però non sono state chiamate in giudizio”.

Stessa cosa vale per la parte politica, secondo i giudici “il comportamento tenuto dall’allora presidente della Regione (Storace ndr) presenta omissioni ascrivibili quantomeno a colpa grave” perché non avrebbe “dato disposizioni interne a livello di Giunta sulla necessità di adeguare gli affidamenti di Arcea alla normativa vigente”. Ma Storace non è più imputabile perché si parla del 2004 e del 2005 che sono andati prescritti. “Lo stesso non può dirsi per l’attività di progettazione successiva – continua la sentenza –. All’omissione di Storace nulla è seguito, nemmeno sotto la successiva presidenza della Regione, dal 2 maggio 2005 in poi, infatti, si è svolta forse la parte più consistente dell’attività di progettazione di Arcea”, in questo stralcio i giudici si riferiscono all’ex governatore Marrazzo che però non è stato chiamato in giudizio.

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