punti primo intervento

I Punti di primo intervento non possono finire nel dimenticatoio.

Il 31 dicembre 2020, termine ultimo per la proproga concessa a livello regionale, per la riorganizzazione dei Punti di primo intervento è alle porte.

La Regione Lazio, che per voce dell’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato e dello stesso presidente Nicola Zingaretti, aveva assicurato che in questo anno avrebbe lavorato per rafforzare il lacunoso sistema di assistenza territoriale, non ha mosso un solo dito.

Ora a tornare alla carica è il sentaore di Fratelli d’italia, Nicola Calandrini con un’interrogazione al ministro della salute Grillo.

L’obiettivo, infatti, da sempre, è ottenere una revisione del decreto del 2015 che ha imposto la cancellazione dei Punti di primo intervento che, in territori come quello della provincia di Latina, rappresntano un fondamentale presidio di assistenza e riferimento per i cittadini.

Calandrini non gira intorno alla questione.

Il questito è chiaro e diretto.

“Rafforzare il ruolo dei centri di primo intervento, che se confermati nel numero e incrementati nelle proprie competenze, strutture ed operatori, potrebbero svolgere un ruolo di primaria importanza, drenando gli accessi nelle strutture ospedaliere, abbattendo le liste di attesa e alleggerendo la pressione nei reparti”.

Il decreto ministeriale prevede la trasformazione dei punti di primo intervento con accessi inferiori alle 6.000 unità all’anno, in postazioni di 118 medicalizzate.

“Una misura – conclude Calandrini – che colpirà sensibilmente il territorio di Latina, in vista soprattutto dell’aumento esponenziale dell’utenza nel periodo estivo, e che porterà a far gravare tutte le emergenze sulle due strutture di pronto soccorso presenti a Latina e a Formia. Tali strutture vanno rafforzate e il decreto rivisto valutando la necessità di procedere ad una riforma di tali strutture nella visione di un rafforzamento e non della diminuzione della rete sanitaria di assistenza pubblica territoriale”.