lunedì 26 Settembre 2022

Rivoluzione nel Pronto soccorso, entro dicembre si passa dai colori ai numeri ma manca il personale

Tre mesi per adeguarsi.

E’ questo il tempo dettato dalla Regione Lazio alle aziende sanitarie e ospedaliere per effettuare il passaggio dei codici di accesso al Pronto soccorso.

Entro il 31 dicembre le strutture di emergenza diranno, infatti, addio ai colori per passare ai numeri.

In questo periodo si dovrà, tra l’altro, svolgere la formazione del personale, si dovranno aggiornare e verificare le schede di assegnazione dei codici di priorità secondo nuove evidenze scientifiche e modifiche della normativa regionale e nazionale sul triage intraospedaliero, gestire i rapporti con i gruppi di formazione triage delle aziende sanitarie.

Oggi è stato pubblicato il “Manuale regionale Triage intra-ospedaliero modello Lazio a cinque codici (numerici/colore)”.

Il manuale è stato sottoposto alla revisione da parte dei esperti interni ed esterni alla Regione Lazio, utilizzando il metodo Delphi tra cui Mario Mellacina, direttore, Uoc Pronto soccorso – Obi, dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

I contenuti del manuale saranno sottoposti, da parte del gruppo permanente regionale, a revisione almeno triennale oppure, in ragione dell’introduzione di nuovi elementi normativi a livello nazionale/regionale, di nuove linee guida ed evidenze tecnico-scientifiche nella letteratura  nazionale o internazionale, delle verifiche periodiche sulle attività di triage nei pronto soccorso del Lazio.

Dai colori attuali, bianco, verde, giallo e rosso, si passa, infatti ai numeri.

DL’obiettivo è garantire un tempo massimo di attesa.

I codici vanno da 1 a 5.

Codice 1 corrisponde all’emergenza e implica un ingresso immediato.

Codice 2 sta per urgenza con un’attesa massima 15 minuti.

Codice 3 indica l’urgenza differibile, con un’attesa stimata di 60 minuti.

Codice 4 sta per urgenza minore e Codice 5 per non urgenza con attese rispettivamente di 120 e 240 minuti.

Il nuovo metodo nelle aspettative del presidente Zingaretti dovrebbe agevolare l’attività e rendere meno lunghe le attese.

Interessate in questo senso la parte che nel manuale cita testualmente che “l’organico di Pronto soccorso deve prevedere una dotazione di personale infermieristico compatibile con il numero di accessi alla struttura e con la complessità delle patologie da trattare, tenendo conto anche della variabilità dei flussi giornalieri e stagionali”.

E qui sta il nodo da sciogliere considerato che l’organico degli ospedali in generale e del pronto soccorso in particolare resta tristemente un buco nero della sanità del Lazio e della provincia di Latina.

Insomma si cambia tutto per non cambiare nulla, almeno nei risultati attesi.

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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