mercoledì 28 Luglio 2021
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Quando riaprono le sale da gioco? Gli operatori attendono risposte

Nonostante il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte abbia ulteriormente rincuorato gli italiani, aprendo sostanzialmente alla cosiddetta Fase 3, c’è ancora un settore dell’economia nostrana a cui non sono stati tolti i “sigilli”: le sale da gioco fisico.

Sebbene alcune tipologie di giochi siano ripartite (basti pensare a Lotto e Superenalotto, oltre ai Gratta e Vinci e a gran parte delle lotterie istantanee), tante altre attendono ancora di conoscere il loro futuro, ad oggi più nebuloso che mai. Casinò, sale scommesse, sale bingo e sale slot/VLT non possono ancora aprire i battenti.

Il danno economico e sociale, per centinaia di esercizi commerciali e migliaia di dipendenti e collaboratori, sembra non interessare chi siede nella metaforica stanza dei bottoni. E a nulla sono valsi i numerosi gridi d’allarme da parte delle associazioni che si occupano del gioco in Italia: dal Governo continuano a non arrivare indicazioni.

Nel frattempo, i principali concorrenti della rete del gioco terrestre, cioè gli operatori del gioco online, hanno potuto (naturalmente e giustamente) continuare a offrire i propri servizi. Tolti i bookmaker online, penalizzati dall’assenza di competizioni sportive di rilievo, casino live e sale bingo virtuali hanno sperimentato un incremento del traffico e del volume d’affari con percentuali a doppia cifra.

Qualche settimana fa, quando il Governo era ancora impegnato ad analizzare i dati della delicatissima Fase 2, sembrava che gli operatori del gioco terrestre potessero ricominciare ad offrire i loro servizi a partire dalla seconda metà di giugno, insieme con teatri e cinema.

Ma se effettivamente alcune delle ultime attività ancora ferme potranno finalmente ripartire, per casinò, sale scommesse e sale bingo non è arrivato il momento di girare il cartello da “chiuso” ad “aperto”.

A questo punto, come diceva Antonio Lubrano, la domanda nasce spontanea: e se il giorno della riapertura arrivasse troppo tardi per molte aziende? Non va dimenticato, infatti, che slot e VLT ammontano a quasi la metà del volume di gioco degli italiani. Più precisamente, secondo i dati del Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2018 la percentuale era addirittura del 45,5%.

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