Alessio D'Amato, Nicola Zingaretti, Giorgio Casati, Giuseppe Visconti

Per una strada che sembrava essere tutta in salita si registra in queste ore una schiarita.

A fornirla, il consigliere regionale del Pd, Salvatore La Penna.

La vicenda è quella che riguarda i Punti di primo intervento e, in generale, l’offerta sanitaria in provincia di Latina su cui, come una mannaia, è arrivato l’ennesimo decreto a firma del presidente Zingaretti.

Stando le parole di La Penna ci sarebbe la piena disponibilità dell’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, ad adottare tutte le soluzioni e le determinazioni possibili affinché vi sia il mantenimento dell’apertura h24 dei Ppi.

“Il 5 settembre – spiega – saremo in grado di presentare e confermare una serie di interventi sia riguardanti le strutture che gli strumenti diagnostici, fondamentali al fine di cominciare a tradurre in realtà i principi di un nuovo modello di offerta socio sanitaria territoriale, attraverso cui aprire una fase di investimenti e di rafforzamento dell’offerta di servizi”.

Tra gli obiettivi principali ci sono il completamento dei moduli delle Case della Salute di Sezze e Priverno, con l’arrivo di nuovi servizi e strumenti diagnostici, l’istituzione delle Case della Salute di Minturno e Sabaudia, la programmazione di ulteriori Case della Salute nelle strutture ex ospedaliere e in quelle strutture territoriali che ospitano ospedali di comunità e Ppi.

Altro elemento fondamentale è la ricognizione della situazione attuale sul territorio e il conseguente potenziamento del servizio svolto dal 118 per l’emergenza.

“Voglio evidenziare – continua La Penna – come la Regione abbia chiesto ed ottenuto l’anno scorso la proroga al 31 dicembre 2019 dei termini per il piano di trasformazione dei Ppi per avere i tempi per adottare delle soluzioni adeguate ad evitare qualsiasi diminuzione o smantellamento dei servizi. Nell’agosto 2018 abbiamo chiesto un intervento del Governo gialloverde sul decreto 70, per annullarne gli effetti sui Ppi, per svincolare la capacità di programmazione della Regione da paletti troppo stretti rispetto agli standard previsti dalle procedure di uscita dal commissariamento”.

Insomma si apre un varco e resta solo, elemento non irrilevante, da capire come e quando si metterà nero su bianco la svolta considerato che gli unici atti esistenti ad oggi vanno in tutt’altra direzione.

“Intendiamo ribadire che la volontà politica della Regione è chiara a riguardo e non vi sarà nessun passo indietro. Abbiamo  lavorato in questi mesi e continueremo a lavorare affinché non solo non venga eliminato alcun servizio, ma vi sia un concreto miglioramento delle strutture e delle prestazioni – conclude Salvatore La Penna – su tutto il territorio provinciale”.