Si è svolta oggi un’animata commissione sul caso Sep di Pontinia.

La questione dei miasmi insopportabili si trascina da tempo.

Numerosi residenti durante il giorno sono costretti a convivere con una situazione di grave disagio ambientale, tanto da non riuscire spesso a dormire a causa dei cattivi odori.

I cittadini esigono risposte chiare.

Presenti i Comuni interessati a partire da Pontinia, rappresentata dal vice sindaco Patrizia Sperlonga, oltre ai consiglieri regionali della provincia di Latina Gaia Pernarella, Angelo Tripodi, Pino Simeone e Salvatore La Penna.

Hanno partecipato anche i rappresentanti dei quattro comitati di cittadini con Luigi Cellini per Mazzocchio, Enzo Musilli per Boschetto – Gricilli – Macallè, Emilio Altobelli per “Il Fontanile” di Sonnino scalo e Pasqualino Pisano per il Comitato per la salute e ambiente di Pontinia.

L’amministratore giudiziario della Sep, Carmen Regina Silvestri e il tecnico Giovanni Petrucciani hanno assicurato che entro l’anno il nodo miasmi sarà risolto o comunque ridotto.

Su una cosa sembrano essere tutti d’accordo o i miasmi finiscono o l’impianto va chiuso.

“Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità di chiudere l’impianto Sep di Pontinia per riaprirlo solo dopo un necessario adeguamento. I tanti comitati civici d’altronde hanno testimoniato l’impossibilità – spiega Simeone – a convivere con i miasmi provenienti dal sito. Ho preso atto che anche la gestione commissariale ha dovuto ammettere come l’azienda si trovi in una situazione deficitaria sul piano del funzionamento”.

Si tratta di una struttura con evidenti lacune tecniche e decisamente sottodimensionata rispetto alle quantità lavorate.

“Ritengo quindi auspicabile la chiusura almeno momentanea dell’impianto, che dovrebbe riaprire solo una volta completato l’adeguamento tecnologico – continua Simeone – alle normative ambientali di settore”.

Sottolineata da tutti i presenti l’assenza in commissione sia del direttore dell’area rifiuti della Regione Lazio che dell’assessore Valeriani.

“Ci tengo infine a sottolineare che l’amministrazione regionale ha certamente il dovere di costruire impianti nel territorio, ma questa esigenza si deve coniare – conclude Simeone -con la necessaria tutela della salute dei cittadini ed il loro sacrosanto diritto a vivere in ambienti salubri”.