Parrucchieri al tempo del Coronavirus. La storia di Manuela e Francesco: “Non vogliamo assistenzialismo ma un futuro”

Barbieri e parrucchieri al tempo del Coronavirus. Tante difficoltà, molti disagi e le incognite per il futuro che si sommano.

La storia di Manuela e Francesco è quella di tanti, tantissimi, colleghi che dalla sera alla mattina sono stati obbligati a tirare giù le serrande dei negozi, a cancellare pagine e pagine dell’agende, a spiegare ai clienti che il prossimo appuntamento sarebbe stato a data da destinarsi.

Si è trattato di un atto necessario. Indispensabile per garantire la sicurezza di ciascuno di noi. Ma oggi è impossibile, ad oltre un mese dal lockdown, non cominciare a tirare le somme di quanto accaduto e, soprattutto, di quanto accadrà.

L’Italia è ancora alle prese con il Coronavirus ma ha voglia di ripartire. Il processo di riapertura sarà graduale come spiegato dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che guarda comunque con fiducia, seppure con massima cautela, oltre il 3 maggio data a cui le misure restrittive sono state prorogate.

Perchè, mentre per le donne il problema principale oggi è trovare un modo per far fronte alla ricrescita che avanza, ai capelli che diventano indomabili senza un taglio adeguato.

Mentre gli uomini si destreggiano tra rasature e tagli affidati all’improvvisazione, per chi fa impresa il problema è molto più grande e non è certo sufficiente un colpo di colore per fronteggiarla.

“In questo mese – spiega Manuela – le bollette hanno continuato ad arrivare, i pagamenti in scadenza anche, e le spese si sono sommate a fronte dei mancati introiti. L’unica cosa che abbiamo visto in termini concreti da parte del Governo è stato lo stanziamento dei 600 euro per marzo che per chi deve fare i conti con mutui, affitti, fornitori è solo una goccia nel mare”.

Quello che Manuela e Francesco chiedono non sono forme di assistenzialismo ma la possibilità di tornare a lavorare nella massima sicurezza per loro e per i clienti.

Ma la realtà che si prospetta sembra essere tutt’altro che rosea.

“In queste ore sentiamo parlare, per il nostro settore, di misure di contingentamento che vedrebbero entrare in negozio – continua Manuela – una persona per volta e per appuntamento. Fino a ieri oltre a noi titolari c’erano altre persone che lavoravano con un ritmo medio di circa cinque, sei clienti, contemporaneamente. Con questo sistema saremmo di troppo anche in due e le ripercussioni per l’occupazione devastanti non solo per noi ma per chiunque opera in questo settore. Per non parlare del fatto che per fare uno shampoo o una piega le distanze di uno o due metri sono impossibili da mantenere”.

Proprio alle misure di sicurezza rischiano di sommare altri costi imprevisti.

“Al momento – sottolinea Manuela – stiamo seguendo con attenzione quanto trapela dalla stampa. Se saranno confermate le precauzioni di cui si vocifera prima di riaprire, e in mancanza di qualsiasi incasso, ci troveremmo a dover sostenere altre ingenti spese per presidi monouso, sterilizzatori e così via. Sommando il tutto alle spese, come l’affitto, che non scompaiono ma che si vanno ad aggiungere a quelle che di norma dobbiamo sostenere. Tra l’altro parlare di mutui oggi significa solo aggiungere altri debiti ad una situazione decisamente critica. Non è facendoci indebitare ancora che il Governo ci sostiene”.

Quindi? Cosa vi aspettereste?

“Sicuramente meno chiacchiere e la possibilità di tornare a lavorare nella massima sicurezza. Il Governo, ad oggi, ha solo posticipato alcune delle spese che sosteniamo come imprenditori che ci piomberanno addosso alla riapertura. Servono interventi più radicali come la cancellazione, dove possibile, di tasse e tariffe, garanzie per le persone che lavoravano e che potrebbero perdere il lavoro. La responsabilità di cui sentiamo tanto parlare passa per questo, per misure chiare e concrete, accessibili e che – conclude Manuela –  non riducano le persone solo ad indebitarsi senza avere, tra l’altro, la possibilità di far fronte a quei debiti”.

Oggi abbiamo raccontato la storia di Manuela e Francesco e continueremo a raccontare la storia di tutti quegli imprenditori alle prese, in ogni settore, con una crisi senza confine e dai margini molti incerti.

 

 

Alessia Tomasini
Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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