Entra in vigore oggi, 19 dicembre, il decreto 131 dello scorso 1 ottobre che disciplina la denominazione di pane fresco e pane conservato a durabilità prolungata.
In base a tale normativa il pane fresco è solo quello preparato secondo un processo di produzione continua non superiore alle 72 ore. Si presenta privo di interruzioni finalizzate al congelamento e di qualsiasi tipo di conservante.
Al contrario se il pane è stato sottoposto a metodi di surgelazione, che prevedono l’utilizzo di additivi chimici, dovrà essere messo in vendita con una nuova etichettatura. Obbligatoria sarà la dicitura che ne evidenzi la conservazione e il consumo. Inoltre, per una maggiore chiarezza visiva nei supermercati, verrà collocato in scomparti appositamente riservati.
“Il pane congelato è una rovina – ha dichiarato il presidente panificatori Confcommercio Lazio Sud, Aldo Mazzocchi – Finalmente dopo dieci anni siamo riusciti a tutelare la salute dei consumatori e a contrastare l’importazione del prodotto dall’estero. Cercheremo così di rivalorizzare l’artigianato e le piccole attività commerciali. E’ bene aiutare chi acquista a leggere con più attenzione l’etichetta. Una scadenza troppo ravvicinata e un prezzo molto basso sono spesso sinonimo di cattiva qualità”.
Reduce da un convegno a Rovigo sull’alimentazione, Aldo Mazzocchi ha poi specificato che “il problema principale della società contemporanea sono i conservanti. Dal 2010 è triplicato il consumo di zuccheri. Basti pensare che gli stessi dolci di pasticceria che andremo a mangiare a Natale sono per la maggior parte di origine industriale e non artigianale. E’ un dato preoccupante”.





