Le famiglie di Via Respighi avranno un tetto: l’impegno di Comune e Provincia

di Redazione – Hanno trascorso la notte sotto i porti del Comune di Latina le famiglie vittime dello sfratto di Via Respighi, ma oggi per loro è arrivata una soluzione: saranno acquistati 12 moduli abitativi prefabbricati, da sistemare in un’apposita area, con allacci all’energia elettrica e all’acqua potabile. I fondi sono stati messi a disposizione dalla Provincia. Si tratterebbe comunque di una soluzione temporanea. Ne hanno discusso il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, e il presidente della Provincia, Salvatore De Monaco, che hanno ricevuto una delegazione che a sua volta si è impegnata a fornire una risposta all’amministrazione comunale.

In una nota il Comune di Latina ha spiegato di aver rinnovato l’offerta per soluzioni alternative che erano già state proposte agli interessati. In particolare il Comune ha ribadito la disponibilità a un contributo di 300 euro per otto mesi per permettere alle famiglie sfrattate di prendere un’altra abitazione in locazione. Per due famiglie con redditi dichiarati e bambini al seguito era stata proposta la sistemazione presso due piccoli appartamenti Ater per sei mesi. Invece per le madri con figli minori è stata suggerita nuovamente la possibilità di essere ospitati in case-famiglie. Per i nuclei senza minorenni e senza redditi dichiarati è stato proposto di andare presso il centro di accoglienza comunale.

“Il sindaco e l’amministrazione tutta comprendono le difficili situazioni e le varie problematiche delle singole famiglie – ha affermato l’assessore ai servizi sociali di Latina, Agostino Mastrogiacomo – Sono state così individuate soluzioni per le diverse esigenze, soluzioni che, in realtà, l’amministrazione ha già offerto da diverso tempo, anche prima dell’insorgere dell’emergenza di questi giorni, ma che sono state rifiutate dalle famiglie. L’auspicio – ha concluso Mastrogiacomo – è che le proposte individuate, destinate a tamponare questa emergenza, possano essere accettate dalle famiglie in attesa di eventuali soluzioni definitive”.

Si conclude così una giornata che rischiava di rivelarsi difficile. Le famiglie che hanno pernottato sotto i portici del Comune infatti hanno atteso a lungo che qualcuno delle istituzioni li ricevesse. A loro è arrivata la solidarietà della città, tanto che i commercianti del centro e del quartiere Q5 hanno fornito dei pasti. Intanto, l’immobile di Via Respighi rimane sottoposto a sequestro, e sorvegliato costantemente per evitare che sia nuovamente occupato.

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