Una fotografia presa a simbolo di una serie di inadempienze e scelte inefficaci sul piano dei servizi nel capoluogo di provincia.
E’ quella fornita dll’annuale rapporto di Legambiente e Ambiente Italia sull’Ecosistema Urbano che colloca Latina in fondo alla classifica.
Tra gli indicatori presi in considerazione emerge un quadro non entusiasmante soprattutto per quanto concerne la raccolta differenziata ferma al 28,6% che fa slittare la città dal 75° posto ottenuto nel 2015 al 95° attuale, l’offerta di trasporto pubblico (dal 75° posto al 91°), gli alberi (91°posto) e la qualità dell’aria con una concentrazione di polveri sottili di poco inferiore a quella delle grandi città.
Altri indicatori presentano un peggioramento più o meno contenuto ma pur sempre un peggioramento e mi riferisco all’efficientamento energetico, alla presenza di isole pedonali mentre appare sostanzialmente invariata e quindi in negativo la maggior parte di questi indicatori come il trasporto pubblico, le piste ciclabili, l’uso del suolo.
“Il quadro è preoccupante e – intervengono Franca Rieti, segretario Pd Latina, Paola Serangeli e Andrea Tiberi, responsabili settori rifiuti e ambiente segreteria Pd – necessita di una reazione immediata con interventi mirati ad invertire i risultati attuali. La situazione dei rifiuti è allo sbando, il passaggio da Latina Ambiente alla municipalizzata ABC ha prodotto l’esborso del Comune di decine di milioni di euro ad una società in maggioranza del Comune e fatta fallire quale è Latina Ambiente , con la discarica finita all’asta e in mano ai privati che oggi spingono per far rientrare la discarica di Borgo Montello nel ciclo rifiuti; inoltre non ha dato i risultati sperati in termini di percentuale di raccolta differenziata e di pulizia/decoro urbano fallendo clamorosamente gli obiettivi”.
E’ necessario quindi intervenire rendendo l’azienda ABC efficiente e facendo partire un sistema moderno di porta a porta (speriamo parta in questa consiliatura ), la raccolta degli ingombranti, adottando tecnologie dissuasive contro l’abbandono di rifiuti.
“Manca un piano del verde e si vede, purtroppo. La diffusione areale del nostro verde è il punto forte cittadino perché sono veramente poche le città che hanno questa opportunità. La bellezza del nostro territorio è prevalentemente questa, la sua corretta manutenzione dovrebbe essere il punto di partenza per il rilancio della città non il punto debole. Dobbiamo lanciare campagne di sensibilizzazione nei confronti delle nostre bellezze territoriali che non siamo riusciti ancora a valorizzare compreso – spiegano – l’aspetto agricolo dei territori limitrofi alla città ma che ne fanno parte, i Borghi, la cui vocazione è stata profondamente stravolta”.
Manca un piano della mobilità sostenibile e la consapevolezza che la città comprende i borghi e che l’organizzazione dei percorsi, le corse andrebbero riviste ed implementate.
“Se ogni 100 abitanti si contano 69 automobili è soprattutto perché – concludono gli esponenti del Pd – diventa spesso impossibile, per chi ci vive, raggiungere il posto di lavoro, le scuole ed università, le stazioni ferroviarie senza parlare della totale assenza di piste ciclabili e pedonali. Altro fattore che influisce e che ci hanno segnalato molti cittadini è lo stato in cui versano i marciapiedi che rendono difficoltoso lo spostamento a piedi soprattutto di anziani e disabili. Se il libro indicato da LBC è cambiato è evidente che da questa analisi non ce ne siamo accorti, anzi siamo solo alla vuota retorica”.





