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Il sistema informatico del Comune di Latina è andato in tilt. Gli hacker si sarebbero introdotti nel sistema bloccando di fatto l’operatività degli uffici tagliati fuori dalla rete internet e dalle piattaforme web.

Risultato: uffici in difficoltà, seppure aperti al pubblico, e appuntamenti rimandati o slittati proprio a causa del blocco del sistema.

“Una vicenda seria ed a quanto pare anche grave. Ma sulla quale dall’amministrazione comunale – spiega il portavoce di Fratelli d’Italia a Latina, Gianluca Di Cocco – non è arrivata nemmeno una parola, di spiegazione o rassicurazione. C’è di che essere preoccupati”.

Per risolvere il problema sarebbe stato immediato l’intervento dei tecnici che sono riusciti a far luce sull’accaduto.

“Secondo quanto apprendo dalla stampa – prosegue Di Cocco – si tratta di un attacco pericoloso, attraverso un Cryptolocker, che avrebbe minacciato di oscurare tutti i dati dell’ente chiedendo addirittura un riscatto in bitcoin. I tecnici si sono accorti per tempo della minaccia e hanno bloccato tutti i computer. Che ora andranno tutti puliti per evitare che il virus si riattivi. Un attacco hacker tra i più complessi in assoluto che sta mettendo in seria difficoltà gli uffici”.

A quanto sembra, inoltre, i computer funzionanti sono pochi, al momento, con tutto tutto ciò che ne consegue in termini di operatività.

“Non riusciamo a comprendere il silenzio su questa vicenda da parte dell’amministrazione comunale. Un ringraziamento pubblico andrebbe fatto ai tecnici informatici dell’ente che sono riusciti a evitare danni peggiori e come Fratelli d’Italia lo facciamo a nome dei cittadini di Latina. Ma l’amministrazione comunale dovrebbe anche – conclude Di Cocco – chiarire quali saranno gli step adesso, come si intende agire per evitare in futuro situazioni di questo genere e soprattutto chiarire se qualche dato sensibile sia stato corrotto dall’attacco hacker. Ci riserviamo come partito di presentare una interrogazione su questa vicenda”.

Tra l’altro esiste una commissione dedicata, quella “Città internazionale e Programmazione europea, Politiche giovanili, Università, Innovazione e ricerca”, presieduta da Valeria campagna che avrebbe dovuto affrontare la vicenda anche per mettere al corrente oltre che i consiglieri comunali anche i cittadini su quello che stava accadendo e sulle relative ripercussioni.

Ma tutto tace.