Cori, Cisterna, Gaeta, Aprilia. Sono solo alcuni dei Comuni che, in provincia di Latina, hanno deciso di applicare quanto previsto dalla normativa vigente e di mettere a lavorare le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza.

A restare indietro, il comune di Latina che non avrebbe ancora attivato le procedure, previste dal decreto del Ministero del Lavoro.

Il decreto prevede per i beneficiari del sussidio di offrire, nell’ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità per la partecipazione a progetti, utili alla collettività, da svolgere nel comune di residenza.

A sollevare e sollecitare un intervento in tal senso sono Stefano Zangrillo e Roberto Menichelli,rispettivamente segretario provinciale e commissario cittadino, di Riva Destra e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Latina, Matilde Celentano.

“Il sindaco di Latina e Lbc si attivino per predisporre – spiegano – gli atti di indirizzo al fine di impiegare i percettori del reddito di cittadinanza in lavori di utilità collettiva, perchè si è già troppo in ritardo rispetto ad altri Comuni italiani, visto che il decreto è stato pubblicato l’8 gennaio. Se la giunta Coletta si fosse mossa in tempo utile, steward per il servizio di monitoraggio anti Covid 19 oppure personale a sostegno dei ristoratori per le consegne a domicilio, potevano essere ingaggiati proprio tra i percettori del sussidio”.

I progetti, infatti, per impiegare i percettori del reddito di cittadinanza, possono essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità.

Il catalogo spazia dall’ambito culturale a quello sociale, passando per ambiente, attività artistiche, formazione e tutela dei beni comuni.

“Evidentemente la lungimiranza non appartiene a Coletta e la sua maggiorabza che continuano ad accumulare ritardi e a non riuscire a mettere in campo azioni mirate al  risparmio di risorse economiche pubbliche, utili i finanziamenti Regionali avrebbero finanziato altro, magari qualcosa di più incisivo per famiglie e imprese cittadine. Questa amministrazione ha una visione distorta del rapporto oggettivo che lega il reddito al lavoro, riteniamo invece che i percettori del reddito di cittadinanza possano essere socialmente molto utili e possano anche trovare quella gratificazione personale e di dignità che caratterizza fieramente ogni lavoratore che percepisce un reddito”.

L’impegno minimo richiesto è di 8 ore settimanali, fino ad un massimo di sedici. La programmazione delle otto ore settimanali può essere sviluppata sia su uno o più giorni della settimana sia su uno o più periodi del mese, fermo restando l’obbligo del totale delle ore previste nel mese, compresa la possibilità di un eventuale recupero delle ore perse nel mese di riferimento.

“Come amministratore – spiega la Celentano – cercherò di portare la proposta di impiego dei percettori di reddito di cittadinanza nelle sedi opportune,  e di capire se ci possano essere le basi reali affinché anche nel comune di Latina possa essere tangibile e concretizzabile come in tanti altri Comuni italiani. In caso contrario l’attuale maggioranza dovrà spiegare a tutti le motivazioni di tale reticenza”.