Il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, resterà, almeno per ora al suo posto.
A margine della presentazione del rapporto sulle mafie nel Lazio ha spiegato che non intende andare a ricoprire il ruolo di ministro nell’attuale Governo.
Contestualmente ha anche sottolineato come senta il “peso” del doppio ruolo. Ogni riferimento al fatto che Zingaretti attualmente sia il segretario nazionale del Partito democratico ma anche il governatore del Lazio è puramente voluto.
Il che apre a scenari tutti da valutare anche se per la Regione, al momento, le elezioni non si svolgeranno prima della scadenza naturale e quindi non prima del 2023.
Intanto l’attenzione è rivolta alle amministrative del prossimo anno. Al voto nel 2021 saranno chiamate oltre alla Capitale anche città di primo piano del Lazio, a partire da Latina.
Su nomi e primarie Zingaretti, in qualità di leader del Pd, non ha dubbi, a decidere saranno i territori. Insomma nessuna ingerenza almeno sul piano formale.
Il che significa che il cerino acceso è nelle mani dei segretari provinciali e comunali del Pd che potrebbero anche optare, su base locale, per un’intesa con il Movimento 5 Stelle.
Se Zingaretti sull’ipotesi Raggi bis non intende cedere per altre realtà l’intesa potrebbe non essere esclusa a priori.
“Città per città si apriranno dei confronti per costruire le ipotesi di candidature e di alleanze migliori, per governare bene e per fermare le destre. Non facciamo l’errore ora di costruire modelli da imporre a qualcuno – ha spiegato Zingaretti – la verità è che si è aperta una stagione nella quale la base delle forze che sostiene questo governo, ma che va anche oltre, da segno di unità e e disponibilità di voler lottare insieme. Il segretario del Pd neanche questa volta imporra’ candidature da Roma. Le decidono i territori ed e’ stato questo anche l’elemento vincente di quello che e’ accaduto ieri”.
E sull’apertura all’alleanza con il Movimento 5 Stelle a Roma come a latina non ci sarebbero però opzioni percorribili a meno che il pd non decida di abdicare a corse solitarie per sostenere i rispettivi sindaci uscenti, Raggi e Coletta.
In politica i miracoli accadono ma per ora non sono all’orizzonte considerato ad esempio che a Latina i 5 Stelle “ruotano” intorno proprio ad Lbc e Coletta.





