Roberto Cecere
Roberto Cecere

Si ricopre di un duplice significato per la Cisl, l’appuntamento che, ogni 2 giugno, ricorda la forza degli italiani, la loro voglia di riscatto e di uscire da un periodo monarchico.

Il primo riguarda lo spirito di questa giornata e la necessità di celebrare una scelta che ha consentito di vivere un progresso civile ed economico. Il secondo impone una riflessione sulla condizione del nostro Paese.

L’Italia vive, infatti, una delle sue stagioni più buie. Alle difficoltà sociali, economiche e soprattutto occupazionali si è aggiunta un’incertezza politica che non alimenta fiducia nel futuro.

Preoccupazione chiaramente espressa dal segretario generale della Cisl Latina, Roberto Cecere, il quale è sceso ieri in piazza San Giovanni a Roma per la manifestazione unitaria dei pensionati contro il Governo.

“Alla protesta – ha affermato Cecere – ha partecipato una cospicua delegazione di pensionati di Latina, quasi 700 su oltre 100 mila persone provenienti dal resto d’Italia. Vogliamo dare un segnale forte, poiché è impensabile toccare le pensioni a coloro che non hanno la possibilità di crearsi un reddito aggiuntivo. Si stanno sprecando diverse risorse senza avere un disegno preciso del rilancio del Paese. Ci stiamo organizzando in tutti i settori”.

Sull’agenda della Cisl sono state segnate già altre date.

L’8 giugno – ha continuato il segretario generale – toccherà ai lavoratori del pubblico impiego, esenti da contratto, il 14 giugno ai metalmeccanici che annaspano fortemente, fino alla manifestazione del 22 giugno a Reggio Calabria che pone al centro la questione del Mezzogiorno”.

Puntuale è stata la presenza del sindacato alla cerimonia per la festa della Repubblica a Latina.

“Abbiamo riunito le giovani band della città – ha sottolineato Roberto Cecere – all’arena del circolo cittadino, dove si sono alternati brani musicali con la lettura degli articoli della Costituzione. Ci dobbiamo battere, affinchè diano prospettive alle nuove generazioni, facendo capire il valore assoluto della libertà, nato da una serie di lutti e sacrifici”.

A tal proposito l’articolo 1 del nostro Statuto, “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, andrebbe letto, secondo il segretario della Cisl Latina, “abbinato all’articolo 3 basato sui criteri dell’uguaglianza”.

“Stiamo ad un punto critico – ha concluso Cecere – dato che non siamo in grado di dare risposte concrete ai giovani. Lo registriamo a causa di una classe politica in decadimento. Molti gridano al consenso, alla vittoria, e non capiamo quali sono i programmi da sviluppare per il territorio”.