Ieri mattina presso la curia di Latina il questore Raffaele Gargiulo ha consegnato al vescovo Mariano Crociata una boccetta contenente l’olio proveniente dal Giardino della Memoria di Capaci. Un gesto simbolico in memoria dei giudici Falcone e Borsellino, a 31 anni dalle drammatiche stragi di mafia.
Nel luogo in cui avvenne la tremenda esplosione del 23 maggio del 1993, infatti, oggi sorge un giardino curato dall’associazione Quarto Savona 15, che prende il nome dalla sigla radio utilizzata dall’equipaggio della polizia di scorta al giudice Faclone e che è stata fondata da Tina Montinaro, vedova del capo scorta da sempre impegnata come testimone della polizia per ricordare a chi è in servizio il valore di portare la divisa. Nel Giardino della Memoria, hanno spiegato dalla Questura, sono stati piantati diversi alberi di ulivo, ciascuno dedicato a una persona delle istituzioni caduta per mano mafiosa. L’olio ricavato dai frutti degli alberi di ulivo è stato donato a tutte le diocesi d’Italia per essere consacrato in occasione della messa crismale della settimana santa ed essere poi utilizzato come olio santo nel corso dell’anno liturgico corrispondente con il trentennale.
Si tratta di un gesto altamente simbolico per commemorare le vittime della mafia nell’approssimarsi del 31esimo anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio; un segnale importante, che il frutto nato dalla terra bagnata dal sangue dei martiri di giustizia, possa assurgere a simbolo di redenzione.
“Ringrazio la Questura per il dono dell’olio, che in questo caso raggiunge il livello di grande valore simbolico – ha detto il vescovo Crociata – la prossimità della Pasqua ci invita ad unirlo all’olio che sarà benedetto nella Messa del Crisma e soprattutto ci riposta il richiamo Pasquale alla resurrezione, a risorgere dalla morte del male. Che la nostra vita fiorisca con opere di giustizia e di bene”.





