di Francesco Miscioscia – La sfida l’ha lanciata più volte ai giornalisti, l’ex sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, l’altra sera a “Monitor” E lo fa anche quando durante la trasmissione, su Lazio tv, tira fuori dalla manica una carta importante. Magari non proprio un asso, ma sicuramente una carta che scotta.
Una lettera che il Comune di Latina avrebbe ricevuto dalla ditta incaricata di effettuare i lavori di realizzazione e completamento del marciapiede del lungomare di Latina nel tratto compreso tra Capoportiere e Via Casilina.
Ma andiamo con ordine: il Comune di Latina ha affidato suddetti lavori alla ditta Ardeatina Appalti srl che si è resa disponibile ad avviare i cantieri previo il rilascio dei nulla osta – necessari per poter intervenire su quell’area – da parte di Demanio, Corpo Forestale e Capitaneria di Porto. Effettuare tali incombenze, rilascio dei nulla osta e dei permessi necessari, era di competenza della Stazione appaltante, ovvero del Comune di Latina che però non ha ottemperato ai suoi compiti.
E in data 16 settembre un controllo del Corpo Forestale dello Stato ha constatato l’assenza delle autorizzazioni, necessarie essendo l’area sottoposta a vincoli ambientali. Risultato? La sospensione immediata dei lavori e la minaccia di sequestro del cantiere.
Ma torniamo alla nostra lettera: è per questo che la ditta Ardeatina Appalti srl di Pomezia scrive al Comune – che era già stato sollecitato più volte sulla necessità di avere i permessi – per chiedere di porre rimedio ad una situazione incresciosa causata dalla “distrazione” dell’ente.
Così la Società scrivente annuncia l’impossibilità a procedere come da contratto stipulato con il Comune di Latina, oltre alla ferma intenzione di chieder debito ristoro, nelle appropriate sedi contabili, dato che questo impedimento rappresenterebbe fonte di gravosi oneri indebiti.
Questo il contenuto della lettera che Zaccheo ha mostrato in diretta su LazioTv. Non si arrende Zac, non ne ha intenzione e la sfida, per questo ed altri fatti da lui “lanciati” a Monitor, probabilmente più che a noi giornalisti era rivolta a coloro che lui ritiene responsabili di questa “svista” che potrebbe diventare un bel pasticcio. Di quelli a sei zeri che potrebbero diventare davvero un bel guaio per un’amministrazione che vanta già numerosi debiti in bilancio, più altri contestati dall’opposizione ma non contabilizzati.
Nel frattempo i lavori, la cui sospensione era prevista per il 17 settembre u.s., sono invece ripresi. Qualche perplessità ci resta comunque, anche perché questa storia si accomuna a quella degli spalti dello stadio Francioni. Sempre di autorizzazioni e di documentazione mancante parliamo. Un po’ di chiarezza ai cittadini non guasterebbe…





