Il caso Celebrin scuote Sabaudia. Il consigliere messo alla porta dalla maggioranza, il sindaco ritira le deleghe

La politica nella maggioranza che guida il Comune di Sabaudia si sfida a colpi di “lettere”.

Dopo quella a firma del consigliere comunale Massimo Celebrin Massimo Celebrin, eletto in quota alla lista Gervasi Sindaco, con cui si metteva nero su bianco la richiesta di costituzione di un gruppo misto, arriva quella del sindaco, della giunta, dei capigruppo e dei consiglieri di maggioranza.

 “Caro Massimo, abbiamo letto sulla stampa le tue dichiarazioni in merito all’operato di questa amministrazione, alle quali non ci sentiamo di dover replicare se non facendoti notare che una persona corretta ed onesta intellettualmente avrebbe prima cercato un vero confronto e poi dichiarato al gruppo la sua decisione. Non condivisibile ma legittima. Al contrario tu hai preferito lasciare a noi la scelta sul tuo futuro, dimostrando la differenza fra chi ha una capacità di prendere una posizione e chi pensa solo a lamentarsi, lasciando ad altri l’onere di decidere cosa fare”.

Parole molto dure che evidenziano la presenza di un malessere interno e che hanno portato la squadra guidata dalla gerasi a rigettare la richiesta avanzata.

“Come da te richiesto, la decisione la prendiamo noi. E sarà netta. Noi – spiegano i consiglieri di maggioranza e gli assessori – non ci nascondiamo dietro a un dito o, per usare tue parole, non vogliamo lasciarti da solo “aggrappato all’albero maestro”. Soprattutto dopo aver letto le tue dichiarazioni, che nella riunione di ieri sera (successiva alla tua lettera e da noi convocata) ti sei ben visto dall’esternare. Pertanto, ti aiutiamo noi a trovare la tua collocazione su una barca”.

Tradotto, il sindaco ha provveduto a ritirare tutte le deleghe sinora assegnate a Celebrin.

“Per quanto ci riguarda abbiamo chiesto al sindaco di ritirare immediatamente le tue deleghe e ti comunichiamo che non avvalleremo la tua richiesta. Una decisione inevitabile, perché a nostro parere non è coerente chiedere di stare in un gruppo di maggioranza quando non se ne condivide il modus operandi. Ragion per cui non daremo l’autorizzazione alla creazione di un gruppo misto di maggioranza. Cosa cambierebbe un nuovo gruppo consiliare quando si pensa che questa amministrazione (quindi questa maggioranza) sta operando un “livellamento verso il basso”? La nostra decisione, pertanto, può essere solo in un senso”.

Insomma, le parti si invertono e ad essere messo alla porta è proprio il consigliere dissidente.

“Nessuno di noi abbandona la nave, né si è attaccato a un palo (o vi si è fatto legare per udire le sirene ammaliatrici), ma tutti uniti portiamo la nostra barca in un porto sicuro. Ricordandoti che nessun vento è buono per il marinaio che non sa in quale porto approdare, ci auguriamo che qualunque sia la tua nuova rotta, tu la possa percorrere nel modo più sereno possibile, con saggi e leali marinai.”

Alessia Tomasini
Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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