Grillo-flop al Circo Massimo, segnali di crisi per i 5 Stelle

di Francesco Miscioscia –Beppe Grillo ieri si è esibito sul palco al Circo Massimo, proprio dove qualche mese fa avevano suonato i Rolling Stones. Spettacolo tanto diverso quanto la differenza di prezzo pagato per l’affitto, sia chiaro, ma mentre il primo è stato un autentico evento, il secondo, almeno dopo la prima giornata ha già deluso le attese.

L’impressione è che i grillini si stiano disaffezionando al Movimento. Quattro mila le persone (dati degli organizzatori e non della Questura) davanti al palco del Movimento 5 Stelle, che a confronto con l’enormità del Circo Massimo sembravano ancora di meno. Perchè, dunque organizzare #Italia5Stelle in un luogo tanto dispersivo? Perchè non accontentarsi di qualsiasi altra piazza romana? Si sperava forse di ripetere gli exploit di altre occasioni e riuscire a riempire il Massimo?

La cosa stona un po’ con i sondaggi che danno ancora il M5S intorno al 20%, tanto più se alla prima apparizione in pubblico del proprio leader dopo diversi mesi accorrono meno persone che ad una fiera di quartiere. Il momento è delicato anche perchè la mente del Movimento, Casaleggio, è alle prese con problemi di salute ed è costretto giocoforza, e giustamente, a mollare un po’ sul progetto pentastellato. I risultati si vedono. Grillo appare sempre più una marionetta senza la guida del burattinaio, che imperversa nei suoi show ma senza un piano ben preciso. Anche l’annuncio del referendum contro l’euro sembra qualcosa di sentito e risentito, trito e ritrito.

La festa del secondo partito d’Italia, inoltre, ha, di solito, un risalto mediatico non da poco, comunque da prime pagine dei giornali. Grillo, invece, è stato relegato tra le pagine 7 e 8 dei quotidiani, anche un po’ per colpa della sua Genova, e delle sventure della città ligure. Retrocessione avvenuta soprattutto il comico ormai sta perdendo appeal e per il suo continuo attaccare la stampa, che, inevitabilmente, si vendica a modo suo. Non è da escludere inoltre una più o meno tacita influenza del premier Renzi su alcuni organi d’informazione per non dare troppo risalto a colui che, al momento, rappresenta il principale, se non unico, nemico politico.

Le difficoltà del M5S riguardano anche i rapporti tra vertici e rappresentanti sul territorio. La conferma l’ha data stesso Grillo dal palco quando ha ammesso che tra i sindaci grillini “c’è chi è più bravo e chi meno”. Chiara stoccata a Pizzarotti, sindaco di Parma, che in questi giorni flirta con il PD emiliano.

Il Movimento 5 Stelle sta attraversando una fase delicatissima, coincisa, neppure troppo casualmente, con i problemi personali del suo ideologo. Grillo appare stanco. Avrebbe dunque individuato Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, il potenziale leader. Una figura, Di Maio, comunque istituzionale e politica, che avvicina molto il Movimento agli altri partiti, snaturando di fatto la vera essenza dei 5 Stelle. Questo passaggio, come tanti altri registrati di recente, sono il sintomo e allo stesso tempo la causa, che l’elettorato grillino stia cambiando idea. Ora i voti di Grillo a chi andranno? Si è sempre detto che la maggior parte degli elettori 5 Stelle provenisse da ambienti della sinistra. Ora, il premier, con qualche provvedimento “di sinistra”, potrebbe definitivamente attirare a sè anche parte di questi grillini scontenti o delusi. Il problema è che il PD non è considerato di sinistra, da quelli di sinistra, e il suo segretario si sta radicando sempre più su posizioni centriste.

Francesco Miscioscia
Francesco Miscioscia
Francesco Miscioscia consulente di Marketing strategico nell’ambito della comunicazione politica ed istituzionale da oltre 35 anni. Master in Marketing internazionale – Politiche di Marketing, ricerche di mercato, modalità di penetrazione sui mercati esteri ed internazionalizzazione delle imprese.

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