Gelate di aprile, i risarcimenti esigui: la denuncia di Aspal. “Agricoltori lasciati soli”

I risarcimenti agli agricoltori colpiti dalle gelate di aprile 2017 saranno esigui. La denuncia arriva dall’Aspal di Stefano Giammatteo, che parla di brutte sorprese per gli agricoltori sotto l’albero di Natale. L’Aspal non esita a parlare di “finti contributi messi disposizione dallo stato italiano per gli agricoltori che hanno subito le gelate primaverili nell’aprile del 2017. All’inizio c’era chi sventolava un grande risultato, per l’approvazione di un decreto ministeriale che andava incontro alle esigenze di molti agricoltori del nostro territorio”.

La realtà è un’altra: “I modelli di compilazione presentati dal ministero, per accedere agli indennizzi da parte degli agricoltori, sono pieni di burocrazia e costringono gli stessi agricoltori a rivolgersi ai centri di assistenza agricoli. Insomma, per presentare tutta la numerosa documentazione richiesta, gli agricoltori spendono quasi 100 euro per la sola presentazione della pratica – questa la denuncia di Stefano Giammatteo -. Tuttavia, chi presenterà entro il 18 dicembre 2017 le domande agli ispettorati di competenza, non avrà nessuna certezza sull’eventuale indennizzo da parte dello Stato. Da quello che abbiamo appreso, gli stanziamenti sulla calamità naturale causata dalle gelate ad aprile 2017, saranno veramente limitati ed andranno quindi a coprire una minima percentuale dei danni causati in tutto il nostro territorio. Tutto questo evidenzia sempre più la volontà dello stato italiano e delle istituzioni a qualsiasi livello, di trovare i soldi solo per finanziare le banche e i vari poteri forti, ai danni della cittadinanza. Noi agricoltori siamo lasciati sempre più soli di fronte alle varie problematiche mai risolte, ed ultimamente siamo anche vessati da tutte quelle ispezioni di controllo nelle nostre aziende, che invece di essere educative, stanno diventando sempre più punitive, con l’unico obiettivo di incassare soldi ai danni della povera gente che si sacrifica ogni giorno per un pezzo di pane”.

L’altra brutta sorpresa sotto l’albero è relativa invece alla possibilità che sia comunque realizzato un impianto per il trattamento dei rifiuti a Lazzaria. Dopo la bocciatura del biogas, ci sarebbero altre iniziative simili: “Sembrerebbe – dicono da Aspal – che ancora non sia stata pronunciata la parola fine. Ancora si continua a parlare di impianti industriali di grossa capienza, anche se gli hanno cambiato solo il nome: da anaerobico, adesso vorrebbero farlo aerobico”.

“L’appello della nostra associazione verso i nostri cittadini ed agricoltori del nostro territorio, – precisa il presidente Stefano Giammatteo -, è di stare tranquilli, perché adesso stiamo in campagna elettorale e quindi nessuno avrà il coraggio di prendere decisioni non popolari. Ma occhio: fra quattro, massimo cinque mesi, la campagna elettorale sarà finita, sia a livello locale, sia a livello regionale che nazionale, e allora dovremo essere pronti a tutto perché purtroppo ci sono degli interessi economici troppo grandi, che andranno a danneggiare il nostro territorio agricolo di eccellenza, oltre che la salute pubblica, e non abbiamo nessuna certezza dalle varie forze politiche”.

“La domanda che ci facciamo – conclude il presidente dell’Aspal – è: con quale coraggio, adesso tutti i politici, torneranno sul nostro territorio a chiedere ancora una volta i voti, alle prossime elezioni che ormai sono alle porte? Riusciranno ad essere ancora credibili verso noi agricoltori, dopo che ci hanno completamente abbandonato al nostro destino?

Francesco Miscioscia
Francesco Miscioscia
Francesco Miscioscia consulente di Marketing strategico nell’ambito della comunicazione politica ed istituzionale da oltre 35 anni. Master in Marketing internazionale – Politiche di Marketing, ricerche di mercato, modalità di penetrazione sui mercati esteri ed internazionalizzazione delle imprese.

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