di Redazione – Il Sindaco Bartolomeo sembrava a un passo dall’uscita dalla crisi di maggioranza nella quale è precipitata il Comune di Formia. Ma dopo aver ricucito o comunque chiarito i rapporti con Sel, è il suo stesso partito a spaccarsi. Il motivo della rottura arriva dall’ex assessore all’Urbanistica Giuseppe Masiello. Dopo il suo rinvio a giudizio per la vicenda del crac della Formia Servizi, Bartolomeo sarebbe deciso a non riconfermarlo in giunta. Masiello ha convocato una conferenza stampa nel quale ha contestato la decisione. E ha usato parole forti: “Devo prendere atto che è terminato il rapporto fiduciario col sindaco visto non c’è stata una nuova nomina. Debbo perciò tutelare la mia persona, la professione e la famiglia dalle accuse infondate secondo le quali il sindaco ha deciso di non nominarmi per via del rinvio a giudizio nel crack Formia Servizi”. La questione è delicata: la Formia Servizi, dice Masiello, fu voluta dallo stesso Bartolomeo. Non solo. Il PD non prevede l’esclusione dalle cariche per i rinviati a giudizio ma solo per i condannati. “E allora la motivazione è politica visto che il rapporto si è deteriorato nell’ultimo anno”, ammette Masiello.
Nella stessa conferenza stampa Gennaro Ciaramella ha annunciato le dimissioni da capogruppo del PD. E non sono finite le grane per Sandro Bartolomeo: diversi consiglieri comunali, tra cui Alessia Valeriano che fa parte della maggioranza, hanno chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale per rimuovere dalla carica Mattia Aprea. Si tratta dell’avvocato scelto dal Comune di Formia per rappresentare l’ente al processo per l’omicidio di Mario Piccolino. La tesi di chi ne richiede l’esclusione è che c’è palese incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e il mandata di difendere il Comune in un procedimento penale. Insomma, la crisi scoppiata quando Sel ha deciso di non votare il bilancio si sta rivelando più grave del previsto: nei prossimi giorni sarà chiaro se il PD intende sostenere Bartolomeo in modo compatto oppure no.





