Il pronto soccorso dell’ospedale Dono Svizzero di Formia è in affanno costante.
Manca il personale, quello operativo è costretto a turni massacranti pur di fronteggiare l’emergenza e il cronico sottodimensionamento.
Una situazione spesso insostenibile e che, in assenza di soluzioni, ha portato ad affiggere all’ingresso della struttura un cartello con la scritta “Tempo di attesa per i codici verdi 6 – 7 ore“.
Si tratta di pazienti non considerati a rischio e che rappresentano la percentuale maggiore di utenze che si rivolgono al pronto soccorso, non solo a Formia, per effettuare una visita o ricevere una diagnosi contribuendo all’endemico sovraffollamento.
E’ accaduto lunedì nel primo pomeriggio a fronte di una sala di attesa piena di persone e dell’esigenza di gestire i codici rossi e i pazienti con patologie più gravi e complesse.
L’immagine ha fatto rapidamente il giro dei social.
Ma quello che è emerso è stato il grande lavoro che, nonostante tanti sacrifici e disagi, il personale medico, infermieristico e tecnico dell’ospedale riferimento del sud pontino con una vocazione legata alle emergenze urgenze, svolge quotidianamente.
Tra corridoi dove i pazienti sono su barelle in attesa di ricovero e spazi ancora inadeguati ad accogliere il flusso di utenti, resta il nodo di pronto soccorso che non sono strutturalmente in grado di offrire spazi idonei e di una pianta organica che stenta ad essere allineata alle effettive esigenze dei cittadini.
Intanto arriva l’ondata influenzale è alle porte e i codici verdi, complice l’assenza di riferimenti territoriali, rischiano di vedere triplicare l’attesa.





