La misura alternativa al carcere non regge davanti a una condotta ritenuta incompatibile: a Fondi, la Polizia di Stato ha arrestato un uomo classe 1970 in esecuzione del decreto di sospensione dell’affidamento in prova ai servizi sociali disposto dall’Ufficio di Sorveglianza di Roma. L’uomo stava scontando una pena definitiva attraverso questa modalità.
La chiamata al 112 e l’intervento del Commissariato
Nei giorni scorsi, gli agenti del Commissariato di Fondi sono intervenuti nell’abitazione dell’uomo dopo una richiesta arrivata al Numero Unico di Emergenza 112. A contattare le forze dell’ordine è stata la moglie, che ha segnalato una situazione di forte conflittualità familiare.
Le accuse della donna e il racconto dei figli
Secondo quanto riferito dalla donna, il marito avrebbe tenuto comportamenti vessatori e minacce reiterate, accompagnate da accuse infondate considerate idonee a ledere la sua reputazione personale. Sul posto, gli agenti hanno riscontrato uno stato di marcata agitazione dell’uomo, quadro confermato anche dai figli della coppia, che hanno parlato di urla prolungate, atteggiamenti intimidatori e comportamenti anomali. Nel resoconto non risultano, però, episodi di violenza fisica.
La decisione: condotta incompatibile con l’affidamento
Gli elementi raccolti durante l’intervento sono stati trasmessi all’Autorità competente e hanno contribuito alla valutazione della condotta dell’uomo, giudicata non compatibile con il mantenimento della misura alternativa.
Il provvedimento dell’Ufficio di Sorveglianza di Roma
Sulla base di tali riscontri, l’Ufficio di Sorveglianza di Roma ha disposto la sospensione dell’affidamento in prova ai servizi sociali, provvedimento poi eseguito nei giorni scorsi dal personale della Polizia di Stato, che ha proceduto all’arresto.





