Si complica la partita delle elezioni comunali di Sezze, nuovi elementi si inseriscono e la situazione diventa sempre più ambigua all’interno del PD.
Non sono da trascurare, infatti, le elezioni provinciali in programma per il prossimo 8 gennaio, elezioni di secondo livello che, però, diventano quanto mai importanti a seguito dell’esito referendario. Con il No dello scorso 4 dicembre, infatti, le Province non sono più enti residuali in procinto di essere aboliti del tutto, ma tornano ad avere rilevanza costituzionale, poteri e funzioni.
Ecco che un ruolo in Provincia è diventato di nuovo ambito da parte dei consiglieri comunali. Anche per questo è in cerca di una riconferma il vicepresidente Giovanni Bernasconi e questa sua aspirazione entra prepotentemente nella partita delle elezioni setine. Bernasconi è, infatti, in cerca di voti dai colleghi consiglieri del PD di Sezze, avendo dalla sua Enrico Forte che gli assicurerebbe almeno 3 voti da Latina. Così Bernasconi potrebbe chiedere sostegno alla elezioni Provinciali in cambio di un supporto concreto nella campagna elettorale setina a chi si presenterà come candidato sindaco del centrosinistra.
Ma chi potrebbe scegliere di appoggiare Bernasconi tra i big setini? Di Raimo sembra improbabile considerando che fa capo a Moscardelli e così anche Enzo Eramo che deve ancora digerire le scorse elezioni provinciali quando anche lui aspirava a un posto in via Costa ma fu escluso all’ultimo minuto dalle liste proprio per far posto a Giovanni Bernasconi (cosa che fece infuriare Sesa Amici).
In tutto questo, la prossima settimana il PD di Sezze torna a riunirsi, l’incontro servirà per fissare le regole e i paletti per le candidature anche se non è del tutto improbabile che si decida di rimandare ancora qualunque decisione in attesa dei risultati delle elezioni provinciali di inizio gennaio.
Nulla cambia, quindi, se non il tempo che diminuisce inesorabilmente così come, in modo inversamente proporzionale, aumentano le possibilità che nel vuoto lasciato dal centrodestra e dall’indecisione del PD si inseriscano proposte civiche come quella portata avanti da Sezze Bene Comune, che al momento è in fase di organizzazione. Si replicherebbe così quello che è successo a Latina dove il centrodestra diviso e il PD con un candidato non unitario hanno consegnato il Comune a Coletta e ai Latina Bene Comune.
Con l’aggravante che Sezze non è Latina, da più di vent’anni con un’amministrazione di destra, ma è il baluardo storico della sinistra e perderlo sarebbe un suicidio politico per il PD e anche per gli esponenti setini del partito, in primis di Sesa Amici e di Salvatore La Penna.





