Elezioni a Via Costa, in corsa l’Altra Provincia. Assente Rifondazione Comunista

di Redazione – L’Altra Provincia parteciperà alle prossime elezioni Provinciali. La questione non era affatto scontata dal momento che servivano le firme di almeno 25 consiglieri. Prima dello scadere dei termini le sottoscrizioni raccolte sono state addirittura 40. Beniamino Gallinaro, promotore della lista, si dice convinto che questo potrebbe portare l’Altra Provincia ad eleggere un suo consigliere alle elezioni del 12 ottobre. Fermo restando la contrarietà alla riforma, che priva i cittadini del diritto di voto, l’Altra Provincia ricorda qual è il suo programma: tra i punti fondamentali c’è il ritorno all’acqua pubblica, l’incentivazione del corretto riciclo dei rifiuti, attenzione alle energie rinnovabili, un attenzione alle politiche del lavoro, politiche basate su trasparenza e legalità, e buone pratiche di gestione del territorio.

L’Altra Provincia non presenterà un suo candidato, ma ha comunque intenzione di mandare all’opposizione “Chi per un ventennio ha governato questo territorio usando il potere per costruire un solido blocco di consenso basato esclusivamente sulla soddisfazione di bisogni privatistici e clientelari”, scrive ancora Gallinaro. “L’Altra Provincia sente l’esigenza di rappresentare quella provincia non omologata e crede che oggi ci sia più che mai necessità di una Sinistra non autoreferenziale ed identitaria ma capace di costruire una narrazione alternativa alle politiche di questi anni”, scrive e conclude il suo promotore.

Si sfila dalla competizione per le Provinciali il Partito di Rifondazione Comunista. Ai “rossi” non piace la legge Delrio, che di fatto impedisce ai cittadini di votare e prevede un sistema elettorale a vantaggio dei comuni più importanti. I Comunisti contestano anche il fatto che la riforma delle province non farà risparmiare affatto soldi pubblici, anzi, la Corte dei Conti avrebbe avanzato il sospetto che alla lunga potrebbe costare anche di più. “Per queste ragioni la Federazione di Latina del Partito della Rifondazione Comunista e i suoi rappresentanti non parteciperanno a questa consultazione farsesca che si denota come un esproprio di Democrazia ai danni delle classi popolari e continuerà a promuovere iniziative di sensibilizzazione e di lotta contro questo scempio. Invitiamo le altre forze politiche a fare altrettanto, dimostrando nei fatti e non solo a parole la propria contrarietà”, così si esprime il Partito in una nota, che si chiude con l’accusa al PD di essere responsabile di quella che viene definita una legge truffa.

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