di Massimo Guida – Finalmente la giunta. Dopo più di un mese in cui l’amministrazione di Latina è rimasta in fase di stallo, ora Di Giorgi sarebbe pronto ad annunciare la nuova giunta. Non ci sarebbero grosse novità stando alle ultime indiscrezioni. Come già annunciato troverebbero spazio i segretari provinciali dei partiti che hanno trovato l’accordo per permettere a Giovanni Di Giorgi di proseguire il suo mandato, Forza Italia e NCD, nelle persone di Alessandro Calvi e Enrico Tiero. Nello specifico l’alfaniano andrebbe a ricoprire il ruolo di vicesindaco e avrebbe la guida dell’assessorato alla marina, tanto caro a NCD. Calvi lascerebbe il bilancio e andrebbe a sostituire Mastrogiacolo ai servizi sociali. Forza Italia vedrebbe confermato Nasso allo Sport e Tripodi al commercio. Mentre a Di Rubbo rimarrebbero i Lavori Pubblici, scorporati dall’Urbanistica. E qui entrano in gioco i tecnici. Di Giorgi ha in mente di inserire il capo di Gabinetto, Gianfranco Melaragni all’Urbanistica, appunto. Mentre al Bilancio andrebbe Bernardino Quattrociocchi (presidente della Facoltà di Economica), e all’Ambiente Alberto Pansera. Infine, Marilena Sovrani rimarrebbe ad occuparsi dell’Istruzione Pubblica.
Non è da escludere che Di Giorgi sia ancora al lavoro per ultimare la sua squadra e accontentare anche il Gruppo Misto. Ma per loro al massimo potrebbe liberarsi un posto nelle presidenze delle Commissioni. Vedremo se quando Di Giorgi renderà nota la sua squadra le previsioni della vigilia saranno confermate.
Ma l’opposizione è impaziente di conoscere la nuova amministrazione. “Da fine ottobre, infatti, la città è lasciata allo sbando, senza governo e senza guida”, a dirlo è Alessandro Cozzolino, capogruppo del PD in Consiglio Comunale. Il rimpasto non convince affatto i Democratici che, accusano, serve ad accontentare i partiti: “È tutto un teatrino per poter far ruotare gli assessori ed accontentare tutti”, tuona Cozzolino. E al PD non piace nemmeno il fatto che Di Giorgi sarebbe pronto a nominare una giunta composta di politici e non di tecnici come avrebbe voluto. “Questa è la testimonianza di come il primo cittadino sia sotto scacco dei partiti di maggioranza e rinchiuso nella morsa dei litigi interni presenti tra i suoi alleati”, continua Cozzolino. Che conclude: “Un sindaco che non è libero di scegliere autonomamente la propria squadra di governo non può essere un sindaco utile a garantire il bene per la città”.





