Seconda giornata di lavori  del  workshop e seminari di studi“ Sviluppare in Europa un’economia circolare per salvare il pianetaorganizzati dalla Cisl di Latina a Ventotene.

“Siamo soddisfatti di come procedono i lavori e della caratura dei relatori che offrono spunti di riflessione sui temi non facili, in modo comprensivo e coinvolgente come dimostra la notevole attenzione che vi è in sala durante i lavori. Molto interessante è – interviene Roberto Cecere, segretario generale della Cisl di Latina – lo scambio collaborativo e di esperienze che sta avvenendo nei gruppi  tra gli studenti ed i dirigenti sindacali presenti, segno di come sia importante questo dialogo generazionale sul quale il sindacato da tempo sta puntando. Dimostrazione che la staffetta generazionale sui luoghi di lavoro, debba risultare sempre più uno strumento valido sul quale investire”.

Una mattinata caratterizzata da esercitazioni di gruppo tra i delegati sindacali e gli studenti presenti, coordinate da Erika Nemmo e Francesca Stanzani, esperte di processi di sviluppo partecipativo, dove è stato affrontato il tema della sostenibilità sviluppando esempi concreti di multinazionali che hanno scelto una linea “green” della loro politica aziendale, cercando di capire le motivazioni che sono state alla base di queste scelte.

“Una politica d’impresa che metta al centro della propria azione coesione e integrazione con  l’ambiente esterno, non può prescindere dalla presenza del sindacato che assicuri capacità negoziale fatta di condivisione di obiettivi e di scelte nell’interesse dei lavoratori. Parlare di responsabilità sociale – ha commentato  Giuseppe D’Ercole esperto ambientale Confederale Cisl – d’impresa significa anche affrontare la responsabilità estesa del produttore  dopo che il suo prodotto è ormai stato “consumato” e diventa rifiuto, come ad esempio gli imballaggi, e quale ruolo debba avere il consumatore che deve diventare sempre più attore esercitando una maggiore capacità critica attraverso ben precise chiavi di acquisto.”

E questo deve avvenire tramite tutta una serie di strumenti legislativi che diano garanzie di sostenibilità sociale come ad es il SA8000, che identifica uno standard internazionale di certificazione redatto dal CEPAA volto a certificare alcuni aspetti della gestione aziendale attinenti alla responsabilità sociale d’impresa quali il rispetto dei diritti umani, il rispetto dei diritti dei lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento dei minori, le garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro.

L’invito finale di D’Ercole ai sindacalisti e agli studenti presenti è stato quello di “studiare, studiare molto perché più alta è la competenza, più alta è la possibilità di operare sui processi ed ottenere risultati soddisfacenti dalla propria azione”.