di Redazione – Non c’è pace per i lavoratori dei CUP del Lazio. Sindacati e Regione Lazio avrebbero firmato un’intesa, ma l’accordo non piace al Comitato dei Lavoratori dei CUP che temono che si tratti solo di promesse vuote e non esitano a parlare di “macelleria sociale”. Di fatto la gara per l’assegnazione del servizio va avanti, ma senza nessuna garanzia per la sorte degli operatori attuali. Manca infatti la ricognizione sul numero di operatori attuali e sulle soluzioni da poter adottare per evitare la perdita di posti di lavoro. Il Comitato dei Lavoratori dei Cup denuncia quindi la presenza di vaghe promesse e impegni, ma di fatto la gara va avanti senza l’inserimento di clausole che impongano all’aggiudicatario di farsi carico dell’attuale forza lavoro.
Il rischio, denunciano ancora una volta dal Comitato, è che si prosegua con il criterio del massimo ribasso. “Per favore risparmiateci le prese in giro quando – scrivono dal Comitato Lavoratori dei CUP -, sappiamo bene che le Aziende Sanitarie stanno già imponendo tagli agli organici attuali in linea con spending review e che il Governo per l’anno che verrà ha già in serbo altri tagli. Inutile, quindi, favoleggiare di mirabolanti riassorbimenti in fantasmagorici servizi innovativi se, di fatto, quando verranno attuati (e se mai lo saranno), già molte delle persone attualmente in servizio avranno perso il lavoro. Vogliamo fatti, non parole”.





