Il 27 marzo saranno cinque gli stipendi arretrati per i lavoratori del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino che da lunedì hanno deciso di incrociare le braccia e di iniziare un’assemblea permanente.
I lavoratori si sono fermati sia nella sede di Ponte Maggiore che in quella delle Acque Medie e hanno annunciato che lo stato di agitazione verrà sospeso solo quando saranno saldati i pagamenti.
“Non si può più andare avanti così – – affermano i segretari Fai Flai Filbi di Latina, Luigi Fiore, Stefano Morea; Tonino Passeretti -. La storia è diventata infinita. In una logica di tagli e restrizioni si continua a scaricare il peso maggiore di mancate entrate sui lavoratori e sulla qualità dei servizi del Consorzio di Bonifica. La situazione che stanno vivendo queste lavoratrici e questi lavoratori è inaccettabile! Hanno continuato finora a lavorare con senso del dovere malgrado quanto avvenuto ma non è possibile continuare così. E’ necessario dare una svolta”.
I lavoratori hanno manifestato il loro disagio anche al Presidente del Consorzio Crocetti e all’Amministrazione consortile.
SIMEONE: COLPA DELL’INERZIA DI ZINGARETTI – “Tra rimandi ed omissioni, tra risposte mancate al question time, e sottrazioni di responsabilità, sui Consorzi di bonifica del Lazio il problema resta irrisolto – scrive in una nota il consigliere regionale di Forza Italia -. I sindacati denunciano da mesi le inadempienze in atto. E quella più grave riguarda la mancata retribuzione dei lavoratori che nel caso del Consorzio di Bonifica di Latina, ad oggi, avanzano ben 4 mensilità arretrate. A questo si aggiunga il fatto che senza un intervento serio ed immediato la funzionalità dei Consorzi, che svolgono un ruolo fondamentale per la tutela dei territori, come giustamente denunciato dai segretari regionali di Flai Cgil, Fai Cisl e Filbi Uil. Ancora una volta l’assessore Refrigeri e il presidente Zingaretti dimostrano che quelle avanzate sinora, dalla proposta di riforma dei Consorzi di bonifica, di cui non si sa nulla, per arrivare allo stanziamento delle somme necessarie al loro funzionamento e al pagamento continuativo degli stipendi, erano solo promesse prive di qualsiasi fondamento. Abbiamo provato ad avere chiarezza sul futuro dei Consorzi con l’interrogazione discussa al question time il 3 febbraio 2016. Ma l’assessore Refrigeri, anche in quella occasione, ha fatto solo tanti giri di parole. Per questa ragione abbiamo presentato una nuova interrogazione nella quale chiediamo di conoscere con quale cronoprogramma preciso si intendono saldare i debiti, pari a circa 30milioni di euro, maturati verso tutti gli Enti consortili del Lazio nelle annualità 2011 – 2015, di cui circa 18 milioni di euro mancanti e necessari ad estinguere l’intero debito verso il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino e del Consorzio di Bonifica del Sud Pontino, per sapere quando saranno stanziate le risorse destinate ai Consorzi del Lazio, con delibera del novembre scorso, per l’annualità 2016, di cui 6 milioni e 50mila euro per i Consorzi di Bonifica dell’Agro Pontino e del Sud Pontino, per garantire il pieno svolgimento delle attività e il pagamento degli stipendi ai lavoratori che ad oggi hanno già maturato numerose mensilità arretrate. Zingaretti ha il dovere, morale, politico ed istituzionale di dare risposte chiare ai lavoratori e alle loro famiglie che, se non se ne fosse accorto, non sanno come sopravvivere. Lo stesso deve fare chi dall’alto della maggioranza di centrosinistra di cui fa parte, come il consigliere regionale Enrico Forte, ha rassicurato i lavoratori del Consorzio di Bonifica di Latina dicendo, a luglio, a settembre e ad ottobre dello scorso anno, che stavano arrivando le risorse per pagare gli stipendi e che, cito testualmente “è stata trovata una soluzione. Il nostro impegno per il futuro è quello di evitare il ripetersi di simili situazioni, soprattutto a tutela della dignità dei lavoratori e delle loro famiglie”. Se i risultati di tali soluzioni ed impegno è quello che vediamo oggi è meglio che la smettano. E’ ora che la finiscano di giocare con la vita dei lavoratori e di vendere fumo. Zingaretti e i suoi riemergano dal torpore e rendano le parole fatti concreti. Perché la loro incapacità di agire sta distruggendo il presente e pregiudicando il futuro delle nostre comunità e del Lazio”.





