domenica 19 Settembre 2021
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Confcommercio Lazio, Acampora scrive a Zingaretti: chiesta modifica del Green pass

Il presidente di Confcommercio Lazio Sud, Giovanni Acampora, ha scritto al governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per far presente le difficoltà del settore e chiedere una modifica nella gradualità di richiesta del Green pass, che potrebbe ulteriormente aggravare la situazione.

“Fin da subito – ha spiegato Acampora – la nostra categoria ha pertanto guardato con accorata speranza alla campagna di vaccinazione, sostenendo il Green Pass come valido, se non unico, passaggio d’uscita dall’emergenza e strumento di definitiva emancipazione dalle possibilità di ulteriori chiusure.

Con senso di responsabilità e doverosa collaborazione, il mondo dei Pubblici Esercizi ha quindi in queste settimane accompagnato l’applicazione e l’implementazione del certificato verde, auspicandone anzi un’estensione ulteriormente generalizzata e trasversale ai diversi luoghi di lavoro e alla rete dei servizi pubblici e privati, tranne quelli di primissima necessità.

In questa prospettiva, sarebbe auspicabile anche un cambiamento nelle regole per agganciare i colori che contraddistinguono le fasce di rischio delle Regioni proprio all’uso progressivo del “Green Pass”, nella speranza di incoraggiare la campagna di vaccinazione e allo stesso tempo di superare definitivamente la faticosissima stagione delle limitazioni, in particolare proprio delle attività di Pubblico Esercizio”.

Con il meccanismo attuale, al crescere della gravità della situazione sanitaria individuata nei diversi colori -giallo, arancione e rosso – viene ampliato in proporzione il numero delle attività e dei servizi per il cui accesso deve essere prevista la disponibilità della certificazione verde.

“Si tratta di una questione di equità – spiega ancora Acampora – dopo molti mesi di sacrifici (di cui il nostro settore è stato dolorosamente protagonista), sarebbe infatti difficilmente comprensibile ricadere nelle maglie di nuove chiusure e restrizioni per causa di chi dopo nove mesi di campagna vaccinale sceglie ancora oggi liberamente di non vaccinarsi, aumentando con questa scelta individuale il rischio collettivo di assumere nuovi costosissimi provvedimenti, in termini sanitari, economici e sociali.

Pur essendo materia di competenza del Governo centrale, già sensibilizzato peraltro con analoga comunicazione, le Regioni hanno un ruolo importante e non solo per le competenze in tema di Sanità pubblica; per questo motivo ci permettiamo richiedere anche il Suo fondamentale sostegno per modificare le regole che accompagnano i colori che individuano le fasce di rischio delle Regioni, affidandoLe le aspettative di un settore, che con oltre 300mila imprese in Italia, 1 milione di occupati e un impatto strategico sull’identità e l’attrattività del Paese, non merita davvero di incorrere in nuovi sacrifici, soprattutto se solitari e paradossalmente evitabili”.

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