Confcommercio: La pandemia facilita il fenomeno illegale dell’usura

di Katiuscia Laneri – L’usura stringe sempre di più la sua morsa in tempo di pandemia. A lanciare l’allarme è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, alla ottava edizione della Giornata nazionale “Legalità’ Ci Piace!”.

Gli effetti del Covid sono stati devastanti per il mondo delle imprese che devono fare anche i conti con la crescita dell’usura. E’, infatti, più che raddoppiato rispetto al 2019 la quota di imprenditori che ritiene aumentato questo fenomeno (27% contro il 12,7%), e sono a immediato e grave rischio circa 40mila imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio.

Non sorprende, purtroppo, sottolinea Confcommercio, che il fenomeno sia particolarmente diffuso nel Mezzogiorno in cui è anche maggiore il rischio di chiusura definitiva delle imprese. Contro l’usura e, in generale, contro tutti i fenomeni criminali, servono misure di contrasto più incisive e una maggiore cultura della legalità.

Il tutto, denuncia Confcommercio, in una situazione in cui, in assenza di adeguati sostegni e di un preciso piano di riaperture, rischiano la definitiva chiusura 300mila imprese del  commercio non alimentare e dei servizi, di cui circa 240mila esclusivamente a causa della pandemia.

Le difficoltà economiche per le imprese riguardano soprattutto la perdita di fatturato, la crisi di liquidità e le complicazioni burocratiche. Sul 2020 le imprese del commercio, alloggio e

ristorazione indicano per il 50,7% una riduzione del volume di affari, per il 35,3% mancanza di liquidità e difficoltà di accesso al credito, per il 14% problemi di tipo burocratico.

“E’ per questo – ha fatto notare il presidente di Confcommercio – che senza sosta in questi mesi abbiamo chiesto non solo indennizzi adeguati e tempestivi, ma anche moratorie fiscali e creditizie ampie ed inclusive, la sospensione e la rateizzazione degli impegni fiscali e possibilità’ più’ ampie di accesso al credito”.

Rivolgendosi alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, Sangalli ha fatto notare che le aperture per le sole attività’ all’aperto rischiano di penalizzare almeno la metà’ delle per questo la richiesta e’ di “favorire una sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni locali nel permettere di utilizzare nuovi spazi pubblici”; dall’altra parte, “sarebbe importante anticipare prima possibile le aperture anche all’interno, con distanziamento e protocolli di sicurezza”.

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