Burocrazia e imprese: un binomio costoso da semplificare
Ogni mese le imprese italiane impiegano oltre 26 ore nella gestione della burocrazia, traducendosi in oltre 9.000 euro all’anno per azienda. È quanto emerge dal VI Rapporto dell’Osservatorio Nazionale della Burocrazia di CNA, presentato nei giorni scorsi. Un fardello che incide pesantemente sulla produttività delle micro e piccole imprese, con un impatto che raggiunge i 43 miliardi di euro a livello nazionale.
Latina: 47.000 imprese e 430 milioni bruciati in adempimenti
Nel territorio della provincia di Latina, secondo i dati forniti da CNA Latina, il fenomeno assume contorni ancora più rilevanti: circa 430 milioni di euro all’anno rappresentano il peso della burocrazia per le 47.000 aziende attive sul territorio. Un carico che grava in modo particolare sulle imprese di piccole dimensioni, spesso prive di strutture dedicate alla gestione amministrativa.
«Le grandi aziende possono permettersi personale dedicato, mentre le micro e piccole imprese sottraggono tempo alla produzione», ha sottolineato Antonello Testa, segretario di CNA Latina.
Un piano da 100 semplificazioni per liberare energie imprenditoriali
L’analisi del rapporto è accompagnata da una proposta articolata in 100 misure concrete per snellire i processi amministrativi in 29 settori economici, che vanno dall’alimentare al tessile, dal turismo alla meccatronica. L’obiettivo? Ridurre di almeno 50 ore annue gli adempimenti burocratici, con un risparmio di oltre 1.450 euro per azienda.
Alcuni esempi: dalla Scia alle autorizzazioni unificate
Tra le misure simbolo del piano, la semplificazione delle procedure per l’installazione delle insegne commerciali: oggi sono necessari numerosi passaggi tra enti differenti. CNA propone invece una Scia unica, una procedura omogenea a livello nazionale che eviterebbe tempi d’attesa e iter frammentati.
Una missione che parte dal territorio
«CNA Latina si fa promotrice attiva di questo cambiamento», ha concluso Testa. L’associazione si impegna a portare il documento sui tavoli istituzionali, coinvolgendo enti locali e rappresentanze politiche per avviare le modifiche legislative necessarie.
Il fine ultimo è creare un contesto più competitivo e moderno, in cui le imprese possano crescere senza essere soffocate da vincoli amministrativi spesso obsoleti. Un nuovo modello di sviluppo in cui le energie imprenditoriali vengano finalmente liberate.





