Cisterna, ragionando intorno al voto

E’ sempre strano il venerdì prima della elezioni.

E’ strano perché sai che è l’ultimo giorno prima del “silenzio”, che tanto poi nell’era dei social zitto non sta più nessuno. E’ strano perché che tu sia in partita in prima persona o sia stato spettatore della campagna elettorale che sta per finire, inevitabilmente ti trovi a pensare, a pronosticare quello che accadrà. Come alla vigilia di un esame, passi dall’euforico stato e la convinzione di sapere tutto, al panico e alla confusione di non aver capito e fatto abbastanza.

Gli esami, se vanno male si ripetono. Le elezioni no, e se vanno male per i singoli poco conta. Se invece a pagarne il prezzo è la città il problema è assai grosso. Fino a sei mesi fa Cisterna non sapeva che oggi si sarebbe ritrovata alla vigilia di un voto. Solo qualche giorno più tardi, l’11 dicembre, svegliata dagli arresti di una parte della giunta e degli amministratori dell’ex sindaco Eleonora Della Penna, avrebbe capito che i mesi a seguire sarebbero stati tutt’altro che tranquilli. L’inchiesta Touchdown è stato senza dubbio il punto più basso in cui è stata fatta cadere la nostra Città, ma al di là di questo – prima dell’11 dicembre – e quando finirà, a conti fatti con la giustizia, c’era e rimane una grossa questione a Cisterna, ovvero quella della classe dirigente che sarà. Perché quella che c’è stata, nei decenni di governo che ci lasciamo alle spalle, ha fallito, in primo luogo a non avere avuto la generosità e la responsabilità nei confronti della città di creare il suo futuro.

La politica è bella quando è riscatto sociale, non quando è riscatto personale, o peggio ancora vendetta. E delle partite personali questa città non ne ha proprio bisogno. Oggi meno che mai.

Non so come andranno le elezioni, le urne sono sovrane. Ma mi auguro che questa esperienza sia quanto più possibile funzionale a creare le condizioni per il futuro. A ristabilire la normalità e a rimettere la palla al centro, non a riaprire una parabola di già visto e già sentito.

Perché l’amministrazione è fatta di impegni pratici e scadenze contingenti ma ha bisogno, incessantemente, di vivere oggi guardando al domani. Il potere vero, grande, degli elettori non è solo quello di scegliere chi sarà il loro sindaco, che già non è poco. Ma anche il privilegio di puntare, di mettere una fiches sugli amministratori del futuro, che magari saranno i sindaci o aspiranti tali del domani. E il futuro è prerogativa di chi guarda avanti, non indietro.

Ai tutti i candidati, in bocca al lupo. Ai cittadini di Cisterna, ai miei concittadini, buon voto!

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